Amore e disagio: nuova sfida per Bari con Te
Ancora distante dai giovani baresi il concetto della sicurezza dei rapporti
I giovani e l’amore. Problematica in continua evoluzione, tanto che un manuale non basterebbe, per la necessità di continui aggiornamenti. Cambiamenti sociali e del comportamento che l’Aiecs, associazione italiana per l’educazione contraccettiva e sessuale, cerca di interpretare e risolvere. L’associazione, nata nel ’92, si propone come luogo di incontro in cui adolescenti e adulti possono parlare liberamente, “senza paure e trafile burocratiche, ma soprattutto gratis”, afferma il presidente Rosanna Spizzico. Perché “tutti i ragazzi”, continua, “a parte la situazione socio economica di appartenenza, sono accomunati dall’amore e dalla necessità di proteggere corpo e sentimenti”.
La gioia di sentirsi innamorati, l’ansia di essere contraccambiati, l’amore per il rischio, i possibili conflitti con i genitori. Sono situazioni che, insieme a esperienze sessuali maturate in un clima di disinformazione, possono portare a vere e proprie emergenze, risolvibili grazie a un lavoro di rete con scuole, istituzioni, consultori e circoscrizioni. Valorizzare le realtà territoriali esistenti è il primo passo per Giuseppe Bianco, ginecologo responsabile dell’Aiecs. L’informazione non dovrebbe considerare solo iniziative lontane, come la “First Love Ambulance” di Monaco di Baviera, perché anche a Bari esistono centri che si avvalgono della collaborazione di psicologi, medici e volontari per l’ascolto, impegnati nella prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate e disagi psicologici che ne derivano. Ancora allarmante la situazione locale. A fronte delle oltre 4 mila prestazioni mediche e psicologiche gratuite effettuate, solo il 10% degli adolescenti si rivolge al centro Aiecs per ricevere informazioni. La stragrande maggioranza vi ricorre in caso di emergenza, quando ormai la prevenzione ha fallito. Si stima che oltre il 32% dei minori usi metodi contraccettivi inefficaci, quali il coito interrotto, il che comporta una agghiacciante realtà: in Italia un bambino su tre nasce per sbaglio.
Sono invece 130 mila all’anno gli aborti volontari, 4 mila coinvolgono le minorenni, cifra che, se rapportata ai 10 mila parti nella stessa fascia di età, lascia intuire la forte necessità di interventi mirati. Italia fanalino di coda per la prevenzione nell’Unione Europea, nonostante gli sforzi per consapevolizzare i ragazzi, che nei centri di ascolto, grazie alla legge 194, hanno la possibilità di scegliere autonomamente, in totale privacy e senza intromissioni da parte delle famiglie, delle quali peraltro non viene contestato il ruolo educativo. Informare i genitori sulla vita affettiva dei figli spesso significa non far più frequentare loro i consultori, allontanandoli dalla prevenzione, non dai rapporti sessuali, che continuano a praticare.
Propone l’apertura di un centro Aiecs convenzionato col Comune a San Girolamo il sindaco Michele Emiliano, che esorta a non considerare “i giudizi dei benpensanti”, difendendo le unioni di fatto e rilanciando l’impegno istituzionale a favore di parità, tutela delle fasce deboli e informazione. Dello stesso avviso Vincenzo Carenza, ginecologo e medico di famiglia, per cui i giovani si trovano più a lungo in una condizione di precariato, complici diversi fattori, quali l’abbassamento dell’età del menarca e la difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro. Diversi i problemi connessi all’adolescenza: scompensi emotivi, disturbi alimentari e poca informazione sulle malattie sessualmente trasmesse. Non si parla più solo di Hiv, ma anche di Hpv, una forma tumorale infettiva che colpisce il collo dell’utero. Mette in guardia da un altro tipo di disagi Ernesto Loseto, psicologo Aiecs. Per molti ragazzi la pornografia, facilmente accessibile dal web, risulta l’unico canale informativo per “chiarirsi i dubbi sulla sessualità”. La continua lotta con il concetto di normalità e appartenenza al gruppo, tipica dell’età adolescenziale, spinge a volte i giovani a nascondere le proprie emozioni, ad avere bisogno di figure di riferimento diverse dai genitori. Fondamentali per prevenire un’immagine mediatica falsata a parere di Pasqua Taronna, docente dell’istituto Tridente, che vanta un centro scolastico di ascolto ben avviato perché legato al territorio. Richiama la necessità di estendere il concetto di amore a tutta la persona don Biagio Lavarra, preoccupato che sia ridotto alla sola dimensione genitale. Affermazione che scatena un inevitabile botta e risposta col dottor Loseto, difensore dell’aspetto istintivo e fisico dell’amore, da vivere nella sua totale naturalezza. Futuri interventi in vista, annunciati dall’Assessore alle Politiche Sociali Susy Mazzei. Perché prevenzione e contraccezione siano percepiti come una responsabilità universale. Non solo un fardello a carico delle donne.
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