Quando una vita scompare senza un perché
Mentre Bari respira ancora il vento dell’est, ecco una tragica notizia
Gent. Redazione di BariLive,
vengo a scrivervi questa mia lettera con lo stesso animo con cui si parla ad un amico di un grande dolore provato, con la certezza di essere capiti.
Ed io spero che voi, così ricchi di sensibilità, pubblichiate questa mia, perché chi legge, chiunque esso sia, ma soprattutto “chi conta”, comprenda come la lentezza della burocrazia sia la concausa di tragedie.
Sei anni fa, e ribadisco sei anni, un raggio di sole è entrato nella vita di una coppia di amici.
Questo raggio di sole si chiamava Natallia ed era uno dei bambini che venivano in Italia dalla Biellorussia per il risanamento.
Vederla e innamorarsi di lei è stato facile, aveva un volto magro, sofferente e grandi occhi che ti ringraziavano per ogni gesto d’amore nei suoi confronti.
Ed allora questi amici hanno deciso di adottarla per togliere lei da una vita di miseria e dare un significato alla loro vita.
Narrare tutte le traversie burocratiche che hanno dovuto affrontare significherebbe occupare infinite pagine, ma loro non si sono arresi mai e così sono passati sei lunghi anni in cui l’adozione è divenuta sempre più un miraggio anche a seguito del fatto avvenuto a Genova.
A Natale lei, come tutti gli altri bambini, non è venuta perché il Presidente della Biellorussia non ha concesso il permesso.
Ancora una volta questi “genitori” hanno continuato a lottare ma a loro bastava sentirsi chiamare: “Mamma e papà”.
Speravano di rivederla a giugno quando il 13 Marzo è arrivata la notizia:”Natallia è morta”….come?
Lei viveva con un’anziana nonna in una casa fatiscente dove non c’era ilbagno e per lavarsi andavano in un’altra casa e a questo punto tante le versioni ma che vale sapere come? Lei è morta.
Allora io dico che non è possibile morire a 12 anni perché per povertà non si ha il bagno in casa; non è possibile mistificare la realtà e negare l’evidenza dello stato di vita in Biellorussia; non è possibile che per adottare un bambino ci vogliano tanti anni e tanti soldi; non è possibile che i bimbi biellorussi siano solo fonte di business e che lo Stato Italiano non si renda conto che oltre alle parole ci vogliono i fatti.
Della bambina rapita a Genova se ne è parlato tanto, di Natallia nessuno parlerà perché una bimba che muore in Biellorussia non fa notizia anzi è meglio che non si sappia.
Questa è in breve la storia di un sogno mai realizzato di una bambina che aveva finalmente trovato una famiglia e di una coppia che aveva trovato una figlia.
Grazie.
Annamaria Mastrorilli
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