Una valigia piena di sogni
Iniziare a cantare per passione, in un momento cruciale della vita. I dubbi di chi non si arrende e che sposta piante e fronde nel sottobosco
Per una volta, Barilive torna nel sottobosco barese, dove ci eravamo addentrati l’estate scorsa, per dare voce a chi, pur dotato di grande talento, fatica a trovare spazio. Stavolta tocca a Rossella Calabria, 45 anni, che racconta il proprio viaggio, dalle feste in famiglia a quando ha diviso palco e manifesto con una certa Mariella Nava. E che, se proprio deve sognare, sogna in grande.
Per te cantare è un hobby o una professione?
“Nè l’uno, nè l’altro: per me cantare è poter esprimere quello che ho nel cuore a tutte le persone che vogliono emozionarsi”
Qual è il pezzo “forte” del tuo repertorio?
“Ce ne sono diversi ma quello che mi emoziona di più è “Un amore così grande”, perchè ogni volta che canto questo pezzo sento mio padre vicino a me”
Il momento che ricordi con maggiore piacere delle tue serate?
“L’emozione più grande che un artista può provare è sentire che il suo pubblico va in fibrillazione dopo che egli stesso ha cantato e che si riunisce intorno per applaudirlo:questo è il momento più bello per me!”
Dopo anni di musica, si riesce ad emozionarsi prima di cantare?
“Tutte le volte che sto per accingermi a salire su un palco, le gambe tremano, il cuore batte forte e le mani sono gelide: quello che mi riscalda è l’adrenalina che sale vedendo il pubblico che ti aspetta e che ti applaude…”
Dove, cosa e con chi ti piacerebbe cantare?
“Sogno in grande: la speranza di un cantante è quello di cantare dal vivo con una grande orchestra, magari con l’accompagnamento di Celine Dion o Barbra Streisand o Mina… Chiaramente in televisione”.
Da quanto tempo canti?
“Avevo cinque anni quando cantavo “Non ho l’età”, poi nel corso della mia adolescenza ho sempre
cantato ai matrimoni o alle feste dei parenti, ma la vera svolta l’ho avuta nel 1994, quando dopo un’operazione, volevo sapere quale dovesse essere il mio destino: la Provvidenza mi ha ricordato la strada del canto che avevo accantonato per questioni familiari.
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