Maurizio Sciarra in Accademia
Ad Enziteto arriva il lavoro si Punta Perotti
Esiste una differenza fra documentario e fiction? Fa parte dell’immaginario collettivo associare al linguaggio documentaristico la fedele riproduzione della realtà e pensare invece al film come finzione, in cui viene evidenziata la scelta soggettiva dell’autore, ma per Maurizio Sciarra, regista di origini baresi, ospite venredì sera dell’Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto, il limite sul quale si gioca questa differenza è davvero sottile.
Partendo da questi argomenti si è svolto ieri il secondo appuntamento del pubblico di Enziteto con gli ospiti dell’Accademia, ciclo di seminari inaugurati la settimana scorsa dall’attore di origini bergamasche Giorgio Pasotti.
Ed è stato attraverso una attenta e didattica visione di alcuni suoi lavori che Sciarra ha svolto un’analisi tecnica e narrativa sui caratteri differenti dei due diversi generi. Un seminario molto pratico nel quale sono stati proiettati tre documentari: la straordinaria storia dei cantori di Carpino con Chi ruba donne e la ricostruzione della storia d’amore fra Fausto Coppi e Giulia Occhini con La dama bianca, ma soprattutto si è potuto sbirciare il suo più recente lavoro, grazie ad un’anteprima sul crollo di Punta Perotti, il progetto videocollettivo messo in piedi dal regista Alessandro Piva, e affidato proprio a Maurizio Sciarra per l’editing finale. È stato interessante notare, grazie alla guida del “maestro per un giorno”, quanto in comune possano avere documentario e film e quanto sia labile il confine che li separa.
Sciarra ha dimostrato come anche il documentario, che dovrebbe definirsi come un modello di rappresentazione oggettiva della realtà, filtri sempre un messaggio che manifesta il punto di vista dell’autore; scelte che possono sembrare insignificanti, come la musica o come la preferenza di un’inquadratura piuttosto che un’altra, dimostrano che esiste sempre una mente ordinatrice che nella realizzazione del prodotto non può sopprimere la sua soggettività, risultato di scelte culturali, esperienze e condizionamenti sociali ed economici.
La conversazione con il regista si è sviluppata poi anche sui diversi aspetti tecnici del mestiere con cui Sciarra si è dovuto confrontare nel corso della sua carriera, ricoprendo spesso diversi ruoli della “macchina cinema”, sia artistici ed artigianali che di produzione (è stato anche ispettore di produzione su alcuni set) nonché quelli di sceneggiatore, o segretario di edizione.
La partecipazione dei ragazzi dell’Accademia è stata come al solito calorosa e l’incontro è stato seguito anche da numerosi spettatori attirati dalla notorietà del personaggio, attraverso una divertente miscela di entusiasmo e consapevole arricchimento di nozioni utili a chi vorrà intraprendere l’affascinante percorso della cinematografia.
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