Giuseppe Fioroni: “Il Pd si farà con o senza la tribù dei musi lunghi”

Il grande partito del centrosinistra andrà avanti anche senza l’ausilio di una larga parte di gruppi dirigenti
La Margherita verso il Partito Democratico. I diellini si organizzano per il prossimo congresso nazionale. Tema portante: il nuovo grande soggetto politico di centrosinistra. A Bari per il congresso provinciale del 10 e 11 marzo il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, strenuo sostenitore del Pd. “E’ una scelta difficile e importante per il nostro partito”, ha affermato.
“Il congresso della Margherita darà il via alla costituzione in tempi rapidi del Partito Democratico. Dobbiamo decidere solo come e quando realizzarlo”. Fioroni non ha lasciato spazio a dubbi e incertezze sull’argomento e ha affrontato di petto la questione inerente i dissidi interni sul Pd non solo nel suo partito, ma anche all’interno dei Ds. “Dovremmo prendere esempio dall’entusiasmo che i cittadini ci trasmettono”, ha detto Giuseppe Fioroni, “per mettere insieme queste due storie che spesso si sono confrontate negli ultimi cento anni”. Contrasti che non riguardano esclusivamente la base del partito.
“I gruppi dirigenti”, continua, “non danno la stessa sensazione che si avverte nell’elettorato. Sembrano una tribù di musi lunghi. E siccome il Partito Democratico si farà, l’unica via sarà la sostituzione degli uomini al vertice”. Un atteggiamento poco costruttivo che ha dato vita a “supponenza e arroganza dei dirigenti” e che rischierebbe soprattutto di risultare letale per il futuro del centrosinistra.
“Siamo riusciti ad uscire dalla crisi non del governo Prodi, ma dell’intero centrosinistra”, ha spiegato, “e ciò ha significato che era in gioco la credibilità di tutta l’Unione, da Rifondazione all’Udeur. Un terzo degli elettori italiani ha fatto una scelta e la costruzione del grande Partito Democratico diventerebbe elemento di stabilità, aggregazione, autorevolezza e responsabilità nei confronti del paese”. Quindi, un passaggio fondante dell’esistenza stessa dello schieramento oggi al governo.
Due, secondo il Ministro Fioroni, gli strumenti per rafforzare il centrosinistra in questo momento delicato della sua vita, a dieci dalla nascita. “Innanzitutto”, ha concluso, “la costruzione del Partito Democratico, che diverrebbe elemento di chiarezza, e poi la necessaria modifica della legge elettorale, elaborata per creare instabilità politica permanente”.
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