BARI – AREZZO 1 – 1
Nonostante le espulsioni di Materazzi e Gervasoni, il Bari tiene.
BARI – AREZZO 1 – 1 (2′ FLORO FLORES ; 41′ TABBIANI)
Una partita che sembra scritta da uno sceneggiatore.
Succede di tutto nella partita che segna il ritorno di Beppe Materazzi sulla panchina del Bari.
Un goal a freddo, un cambio improvvisato, una partita rimessa in equilibrio e due espulsioni.
Dopo tre anni di lontananza dal campionato italiano, forse il papà dell’arcigno difensore dell’Inter aveva dimenticato quante tensioni celasse ogni singola partita di questo torneo.
La gara inizia con il minuto di raccoglimento osservato in onore del grande Giorgio Tosatti, venuto a mancare qualche giorno fa per un problema cardio-circolatorio.
Il Bari deve riprendersi dalle due sconfitte consecutive, la seconda delle quali era costata il posto a Rolando Maran e al d.s. Fausto Pari.
Per farlo si affida a un cavallo di ritorno, Beppe Materazzi, già in Puglia undici anni fa.
Sono molti gli assenti nella formazione biancorossa e il neo allenatore si reinventa lo schema, passando al 4-3-1-2, affidando le chiavi del rombo offensivo a Di Vicino, scartato a priori da Maran, e posizionando Massimo Scaglia come terzino sinistro in luogo dell’infortunato Micolucci. Panchina per Carlo Gervasoni e fiducia concessa al giovane Belmonte, in cui la società crede molto. In panchina anche il caricatissimo Carozza, contrariamente a quanto si era detto in settimana. Materazzi vuole un centrocampo agguerrito e ai due gladiatori Bellavista e Rajcic affianca lo stantuffo Tabbiani. Definito invece il ruolo di Sgrigna, che è seconda punta per Materazzi, e affianca Vignaroli, in attesa di riavere il miglior Santoruvo.
Materazzi vuole un Bari che non abbia paura, ma l’inizio è da brividi.
E’ appena il secondo minuto di gioco, infatti, quando Floro Flores, il pericolo pubblico numero uno, porta in vantaggio i suoi, anticipando Belmonte, dopo un bello scambio col compagno di reparto Volpato, battendo Gillet con un fendente rasoterra.
Il Bari cerca di reagire, ma la squadra di Sarri è ben schierata in campo e non concede spazi. I due esterni difensivi Milani e Scaglia spingono però molto e vanno sovente al cross. E proprio su un cross del terzino destro del Bari, al 14’, giunge un bel cross in area che arriva, dopo la deviazione della difesa, sui piedi di Rajcic, che scarica da fuori a mezz’altezza, impegnando severamente Bremech.
Da quel punto in poi inizia lo show dell’arbitro Salati, il peggiore in campo, che al 22’ ammonisce Scaglia per un fallo discutibile commesso da quest’ultimo, tra le sue reiterate urla di disapprovazione.
Materazzi si accorge che qualcosa non va in mezzo al campo e toglie l’abulico Di Vicino, ridisegnando il suo Bari con il 4-4-2.
Al posto del talentuoso, ma incostante rifinitore entra un difensore, Gervasoni, che si piazza in mezzo alla difesa insieme a Pianu. Belmonte passa a sinistra, con Scaglia sempre là a sinistra, ma più avanti, con il contemporaneo spostamento di Tabbiani a destra.
Il Bari prova a pareggiare, ma è di nuovo l’Arezzo, in contropiede, con Croce, dopo una bella incursione, ad avere la chance del raddoppio.
Al 41’ però il sogno del Bari diventa realtà, per merito di Tabbiani (uno dei migliori dei suoi) che con un destro incrociato beffa Bremech sul palo più lontano dopo uno splendido traversone di Bellavista dal lato opposto.
Salati a quel punto ci mette del suo, espellendo Gervasoni per un fallo discutibile su Barbagli (che però per la botta uscirà nella ripresa).
Il fallo c’è e Gervasoni era già al terzo intervento del genere consecutivo, ma non c’è volontarietà e non si comprendono i motivi del rosso diretto. Bellavista, il capitano, chiede spiegazioni e viene ammonito anch’egli e Materazzi viene allontanato per proteste.
In un sol colpo il Bari perde così per la prossima partita, oltre all’allenatore, ben tre giocatori : Scaglia e Bellavista, diffidati, e Gervasoni, squalificato.
C’è così subito lavoro per il neoallenatore in seconda, l’altro cavallo di ritorno, Nuccio Barone.
Il Bari gioca in dieci uomini tutta la ripresa, con un Arezzo sornione, che pare accontentarsi del pareggio, ma non disdegna di attaccare in contropiede.
E’ però il Bari in apertura a potersi portare in vantaggio, con Sgrigna, lanciatissimo in avanti, che non approfitta di un buco della difesa aretina, sparando addosso a Bremech.
Sgrigna che uscirà pochi minuti dopo, per far spazio a Strambelli.
Il nuovo corso biancorosso si affida ai giovani e più avanti farà il suo esordio in serie B anche l’altro classe 88’ Baldassarre.
Floro Flores, quando vuole, però, sa come rivelarsi un incubo e per ben due volte costringe Gillet al superlavoro.
Il Bari ha tuttavia un Scaglia eccezionale sulla fascia, e allora Sarri prova a contenerlo, costringendolo sulla difensiva, piazzando dalla sua parte Martinetti.
Partono i cori di contestazione contro la società dei tifosi entrati al San Nicola.
Ancora Gillet al 37’ deve superarsi su Di Donato, ma è il Bari nel finale ad avere due occasionissime con i suoi baby – players, ma Strambelli prima, al 35’ s.t. e Baldassarre poi, al 47 s.t., sciupano malamente.
Finisce così, e non va male a un Bari che ha saputo rimettersi in carreggiata, dopo un inizio sconcertante.
Buon esordio per Materazzi, nonostante l’espulsione.
Il Bari ha giocato in dieci tutta la ripresa ed era falcidiata dagli infortuni. Non si poteva chiedere di più.
Per quello che si è visto ha mostrato orgoglio e cura tattica dei dettagli, con uno Scaglia in grande spolvero.
Il poco peso offensivo (Vignaroli opaco, Di Vicino inesistente, Sgrigna alterno, Strambelli e Baldassarre assolutamente non criticabili, ma ancora troppo poco esperti per incidere) ha danneggiato un Bari da rivedere quando avrà a disposizione tutti i suoi effettivi.
Rimane solo un pizzico di delusione per le squalifiche che ci saranno nella prossima partita, con il Bari che si troverà in grande emergenza di uomini.
Si interrompe però la serie negativa, e questo al momento è ciò che più conta.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito