Rdb di Bari: “Rimettiamo al centro della politica l’immigrazione”

In calendario una serie di manifestazioni in città con tutte le diverse comunità
“E’ calato il sipario, è calato il silenzio sulla questione dell’immigrazione qui a Bari”. A sostenerlo è il capogruppo del Prc al Comune di Bari, Sabino De Razza. Comincia da questa reale presa di coscienza l’assemblea pubblica indetta dallo sportello immigrati RdB/CUB della nostra città, tenutasi ieri sera, in via Michele De Napoli.
Tra i relatori presenti, anche Amadou Ngom e Aboubakar Soumahoro. Il primo in qualità di responsabile dello sportello immigrati di Bari, il secondo come delegato nazionale RdB, nonché membro del Comitato Immigrati Italia. Insieme hanno ragionato sulla necessità di mettere al centro del dibattito una piattaforma programmatica per riportare l’attenzione delle istituzioni sui problemi dell’immigrazione.
“Ho presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno per riconoscere il diritto di voto degli immigrati. Gli extracomunitari vivono da cittadini di serie b nella nostra città. Purtroppo, si discute molto poco dei problemi legati ai venditori ambulanti, alle case, vere e proprie topaie, nelle quali si ritrovano a vivere, nonché all’inserimento scolastico per i figli degli extracomunitari della nostra città”. E’un’analisi attenta, lucida, giusta quella del consigliere De Razza.
Si è affrontato il tema della necessità di spostare la discussione su due prospettive nazionali: le strutture dei C.p.t. e la modifica della legge Bossi-Fini. Questo in previsione della manifestazione nazionale che si terrà a Bologna il prossimo 3 marzo. Sul piano prettamente territoriale, invece, si è sottolineata l’urgenza di risolvere i problemi delle immigrate e degli immigrati che vivono da noi stabilmente. “Nel mese di marzo, come sportello, organizzeremo una serie d’incontri con tutte le comunità presenti qui a Bari. Entro Pasqua dobbiamo indire una manifestazione da tenersi nella nostra città”, ha detto De Razza.
L’attuale crisi di governo complica terribilmente la situazione. “Si corre il rischio che il lavoro svolto negli ultimi 5 anni, abrogazione della Bossi-Fini, chiusura dei C.p.t, legge sul diritto di asilo, vada perso”, è intervenuto Amadou Ngom. “Nei dodici punti programmatici, proposti dal presidente Prodi, non c’è neppure un minimo riferimento all’immigrazione. Oggi, più che mai, urge la necessità di far riprendere il cammino dei movimenti in difesa delle cittadine e dei cittadini provenienti da altri Paesi. Siamo molto curiosi di conoscere la carta dei diritti che stanno elaborando i ministri Amato e Ferrero”.
“In Italia se sei straniero non puoi chiedere determinate cose”, ha esordito Aboubakar Soumahoro. “Qui vivono 700 mila clandestini. E’ necessaria una sanatoria per regolarizzarli e il governo di centrosinistra ha il dovere di risolvere questo problema. Se a questi si aggiungono i 3 milioni di cittadini extracomunitari regolarmente residenti si arriva ai 4 milioni, una grossa cifra. Elevatissimo è il numero delle piccole imprese gestite da lavoratori non italiani. Si pensi che sono 520 mila gli immigrati iscritti al sindacato”. E’ un fiume in piena il delegato RdB .
“Purtroppo, fino ad oggi non si sono visti grossi segnali che parlano di discontinuità con il precedente governo. Si pensi alla convenzione stipulata tra il Ministero dell’Interno e le poste per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Ogni immigrato ha dovuto sborsare all’incirca 80 euro per il rinnovo. E questa convenzione ha fruttato 170 milioni di euro”. In effetti, non è un servizio umanamente accettabile per un Paese che si definisce democratico ed attento ai temi dell’accoglienza.
Pochi giorni fa il ministro Amato ha definito questa operazione come un vero e proprio scippo nei confronti degli immigrati. Si poteva evitare questo latrocinio, bisognava pensarci prima. “C’è delusione e rabbia tra noi tutti. In molti si aspettavano una risposta concreta da parte del governo di centrosinistra. Innanzitutto, bisogna dire che è totalmente ingiusto subordinare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. I problemi dei C.p.t. non si risolvono umanizzandoli. Queste strutture vanno chiuse. Riteniamo sbagliata la proposta fatta dal governo di creare appositi uffici di collocamento presso i consolati italiani presenti all’ estero”, ha affermato Soumahoro.
Si corre il rischio di incrementare un giro di affari non propriamente limpido attivando queste procedure. Le immigrate e gli immigrati devono essere necessariamente coinvolti in prima persona nei processi normativi che li riguardano. Alcuni dei presenti all’assemblea hanno lanciato la proposta di creare veri partiti politici che rappresentino le istanze degli extracomunitari. “Che cosa potrebbe succedere se un giorno tutte le collaboratrici domestiche decidessero di indire uno sciopero nazionale?”, si è chiesto Amin.
All’assemblea c’era anche l’ex consigliere comunale, Matteo Magnisi, attuale presidente provinciale dei cristiano sociali, secondo il quale “bisogna costringere tutti i partiti politici a mettere il tema dell’immigrazione nella propria agenda politica”.
Marzo sarà un mese molto impegnativo per lo sportello immigrati di Bari. Numerose iniziative sono in cantiere. Bisogna tenere alta l’attenzione nei riguardi degli extracomunitari che vivono nella nostra città, lavorando e pagando le tasse come tutti gli altri. Persone come noi, con figli che frequentano le nostre scuole. Intere famiglie vivono in condizioni pietose, in abitazioni fatiscenti di 20-30 mq. Alla luce di queste riflessioni, ci auguriamo che la manifestazione, in programma a Bari entro la prossima Pasqua, possa contribuire a risvegliare le coscienze delle istituzioni e della società civile nel suo insieme.
Sarebbe bello se dalla Puglia, terra passata tristemente alla cronaca per episodi di schiavismo nei campi di pomodori, potesse partire un reale processo di integrazione, di riscatto morale che coinvolga noi tutti.
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