De Mario: “Uniamo le sinistre. Emiliano e Vendola ci ascoltino”

Il segretario provinciale dei Comunisti Italiani: “Unitari nella lotta al precariato”
Oggi il discorso di Romano Prodi a Palazzo Madama. Domani il voto di fiducia al Senato e giovedì alla Camera. In tre giorni il governo dell’Unione guidato dal professore di Scandiano (Reggio Emilia, ndr) sembra essere destinato a ripartire. Difficile capire quanto potrà durare di fronte agli ostracismi dei partiti che lo sostengono. Su dodici punti del programma non si potrà negoziare, ha giurato Prodi, ma l’aria di tempesta che proviene dal mondo del sindacato (vedi l’innalzamento dello scalone) e dai cosidetti poteri forti (ultime le compagnie petrolifere) mettono a rischio la tenuta di governo prima ancora della sua eventuale ripartenza.
“Su Prodi abbiamo riposto tutta la nostra fiducia – afferma il segretario provinciale dei Comunisti Italiani Franco De Mario – il governo non cadrà e da parte nostra la fiducia è massima. Semmai il problema è un altro”
Quale?
“Già dall’editoriale del vostro direttore di ieri è emersa una cosa importante. Le sinistre si stanno sfaldando ed ora davvero diventa importante raccordarsi per cercare di rilanciare non solo il programma del governo nazionale, ma anche quelli del nostro territorio provinciale e regionale”.
Ma ha in mente qualcosa?
“Noi lunedì prossimo organizzeremo un’ assemblea provinciale programmatica aperta a tutte le forze della sinistra: Ds, Verdi, Rifondazione Comunista e tutte quelle altre realtà democratiche convergenti attorno alla esigenza di voler rilanciare con rinnovato slancio i programmai dei governi di centro sinistra della nostra Regione.
Ma la Confederazione servirà come luogo d’incontro una tantum, oppure come progetto di unione attorno ad un unico simbolo partitico a livello provinciale?
Al momento non escludo nulla. Anzi gradirei davvero che tutte le sinistre italiane capiscano che l’attuale situazione storica rischia di far perdere drammaticamente le vittorie e le rivendicazioni che per anni, seppur in modo diverso, abbiamo portato avanti.
Ma il governo Prodi è stato fatto cadere da sinistra? Non crede che ci sia da parte della stessa sinistra una responsabilità in tutto questo?
E’vero. Ma è ora che si smetta di parlare di sinistra radicale anteposta ad un centro-sinistra riformatore. E proprio a sinistra che dobbiamo capire che è sbagliato far passare l’idea che solo il centro è in grado di fare sintesi e di procedere sulla strada di un rinnovamento sia sociale che politico.
Tutte le sinistre devono comprendere, e noi ci sforzeremo per questo, che c’è bisogno di diventare unitari nella lotta al precariato, nel sostegno degli interessi dei lavoratori e nell’aprire scenari di pace sia nella nazione che nel mondo
Lasciamo perdere per un attimo l’Italia. A Bari cosa sta avvenendo?
La sinistra di governo non ha un progetto preciso per la città. Tante le incertezze sulle grandi questioni da affrontare e tanti i mal di pancia anche all’interno della stessa maggioranza. In campo ci sono da rimettere energie e sentimenti per risolvere annosi problemi e rilanciare l’immagine della città. Pensiamo alla Fiera del Levante, alla Camera di Commercio o anche all’Università. La città, e soprattutto le sinistre, devono capire che occorre cambiare partendo dalla rivitalizzazione di questi luoghi. Vorrei, ad esempio, che l’Ateneo possa diventare laboratorio dove si creano nuove sintesi e progetti per il territorio. I ragazzi e le intelligenze non mancano.
E sul governo regionale?
Anche qui la stessa cosa. Non conosciamo le linee di sviluppo economico che questo governo si è dato da qui fino alla chiusura della legislatura. Per non parlare del piano d’investimento occupazionale.
Non le sembra ingeneroso. Non saranno mica i classici mal di pancia che avvengono nei partiti quando c’è aria di rimpasto?
Noi siamo inopinatamente assenti dal governo regionale. Un rimpasto servirebbe e i Comunisti Italiani hanno chiesto un assessorato proprio per far sentire la propria voce in giunta.
Per proporre che cosa e, soprattutto, per mettere in luce quali problemi?
Guardi un problema potrebbe essere quello che ad oggi abbiamo un bilancio provvisorio e non conosciamo le linee programmatiche della Regione.
E in provincia?
Divella ha la nostra fiducia, ma dovrà essere capace di saper gestire le competenze che la Regione sta per consegnare alle province. Non organizzati si rischia il naufragio.
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