No alla Centrale: da Modugno nuovo contingentamento
No a croci celtiche e simboli di partito per la fiaccolata del tre marzo
Continuano le iniziative anti centrale termoelettrica promosse dal Comitato cittadino “Pro Ambiente”, che vedono i rappresentanti impegnati nella divulgazione di informazione per mobilitare il maggior numero possibile di abitanti. Lamentano una discrepanza tra quanto promesso da Nichi Vendola in campagna elettorale e le sue ultime dichiarazioni sull’impossibilità di fermare i lavori, autorizzati da Ministero e Regione. I soci di Pro Ambiente si dicono delusi, speravano in una condotta politica opposta a quella dell’ex Governatore Fitto, che impedisse le “politiche scellerate” a danno del territorio. A detta degli esperti, interpellati per il caso, la centrale interferirebbe negativamente con il vicino ospedale San Paolo, l’aeroporto e una scuola elementare.
Le polveri sottili emesse e la mole di acqua necessaria per alimentarla, impoverirebbero ulteriormente una zona già provata dalla siccità e dal gran numero di industrie. “Un investimento inutile” secondo Pro Ambiente, visto che, a fronte di una domanda energetica di 18 mila 200 GWh, la Puglia ne produce quasi 28 mila 700. Chiedono quindi risposte chiare alle istituzioni i rappresentanti del Comitato Cittadino, coinvolti nell’organizzazione di una quarta manifestazione di protesta. Una fiaccolata, prevista per il pomeriggio di sabato 3 marzo, che sarà preceduta dalla proiezione di due filmati. Uno di Beppe Grillo, pronunciatosi più volte a sfavore dell’impianto, l’altro del professor Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio di Nanodiagnostics di Modena, che, nella sua scorsa conferenza modugnese, ha illustrato i possibili danni provocati dal particolato, la polvere sottile emessa da auto e industrie.
Al fine di sensibilizzare i cittadini, è stato allestito un gazebo permanente in collaborazione col Comune. Per dare informazioni a interessati e curiosi, ma soprattutto per puntualizzare l’estraneità di Pro Ambiente da qualunque ambizione politica, scoraggiare le iniziative per dare visibilità ai gruppi partitici ed evitare, al contrario della marcia del 31 gennaio, la presenza di facinorosi e croci uncinate. Con slogan dal tono provocatorio e nostalgico più che ambientalista.
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