Fitto scalda i suoi: ditemi dove ci sono i problemi

Antonella Ardito

Campagna tesseramenti prorogata di un mese: Forza Italia pronta a contarsi

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Un serrate le fila in piena regola firmato Raffaele Fitto, a Bari per incontrare i referenti provinciali di Forza Italia. Sindaci, consiglieri dei tre enti locali, coordinatori di sezione: una sessantina di persone che ieri si sono riuniti a Villa Romanazzi per cavalcare l’onda ormai decaduta di una sinistra allo sbando. C’era un Puglia Migliore, esordisce il coordinatore provinciale Antonio Distaso, riprendendo lo slogan elettorale di Nichi Vendola che adesso campeggia sulla raccolta di articoli prodotta dal coordinamento regionale e che raccontano la discesa agli inferi della sinistra pugliese.

Sanità, rifiuti, querelle AQP sono le cartucce che Raffaele Fitto, e dopo di lui Rocco Palese, ha per rintuzzare il senso di appartenenza a FI.

“In qualsiasi contesto ci troviamo, dalla cena con gli amici agli incontri di lavoro, non riusciamo a trovare una persona che abbia votato per loro ( alias Prodi, Vendola, Emiliano ndr): questo ci deve far capire che il momento è favorevole per noi ma dobbiamo essere compatti.” L’appello rivolto dal coordinatore è per una campagna tesseramenti che sia in grado al 28 febbraio di garantire una presenza capillare di Forza
Italia sul territorio. “Dobbiamo avviare un dibattito per presentare nuove proposte e così dare il via alla stagione dei congressi e prepararci alle prossime elezioni amministrative.”

Prima di allontanarsi Fitto ribadisce la linea d’attacco al suo primo nemico: Nichi Vendola: “400 milioni di euro di debiti nella sanità, un manager di nome Monteforte per l’AQp che proviene da una Multiservizi con 54 dipendenti in una cittadina come Pesaro grande quanto Carbonara, e un Piano dei Rifiuti inesistente”. Rocco Palese rincara la dose, evidenziando anche quanto le parole concertazione e ascolto non appartengano al centrosinistra, citando il caso della Margherita allo sfascio in Regione e il fallimento della politica sanitaria e la “scristianizzazione della Puglia” messa in atto con la legge sulla Famiglia.
Simeone Di Cagno Abbrescia invece attacca Emiliano e la sua politica per Bari, senza dimenticare gli amati sondaggi: “Berlusconi è al 68%, la coalizione di centrodestra è al 58% e FI al 33%. Bisogna cavalcare il dissenso anche se in Parlamento continuano a votare compatti, a sinistra sono profondamente  divisi.”
Raffaele Fitto continuerà ad ascoltare i coordinamenti provinciali: in primavera si attende una intensa fase di riorganizzazione. Pensare ad un unico partito con il resto del centrodestra resta un’idea. Prima bisogna capire chi è veramente forzista e chi no.

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