Filippo il Bello
Uno tra i volti baresi più popolari di An si racconta, tra l’eterno problema delle correnti e le critiche al sindaco Michele Emiliano, confessando di rilassarsi leggendo, di non sapere se piace alle s
Se lo si chiama a scegliere tra Emiliano e Vendola, non ha alcun dubbio: preferisce il Governatore al Sindaco, sul quale non risparmia bordate velenose. Assessore in capo ad Alleanza Nazionale al Comune di Bari per diversi anni, oggi Filippo Melchiorre, quarant’anni, dottore commercialista e professore universitario a contratto, caparbio come tutti quelli del suo segno, il Toro, guida l’Opposizione in corso Vittorio Emanuele. Non ha paura della popolarità e, tra essere amato o temuto non ha dubbi nel rivelare che…
Lei è certamente uno tra gli esponenti politici più popolari della città: a cosa è dovuto questo successo?
“L’essere popolari non sempre significa essere persone di successo, mi auguro invece di essere una persona che la gente vede come capace di rispondere sempre con onestà ai propri bisogni”
Ad otto anni dalla morte di Pinuccio Tatarella, Alleanza nazionale fatica ancora a trovare un leader indiscusso o, comunque, una guida certa. Si conta circa una decina tra Presidenti provinciali e Commissari. Perché, secondo Lei?
“Un leader nasce ogni 100 anni. La vita di un partito è sempre complessa, soprattutto in questa fase di grandi cambiamenti della società italiana prima che della politica. I partiti, non solo Alleanza Nazionale sono lo specchio del Paese”
Se pronuncio la parola “corrente”, Lei pensa all’elettricità o ad un male endemico del Suo partito?
“Ad un male necessario della politica. A patto però che servano a migliorare il confronto e la crescita dei partiti”
Lei ha una passione per il calcio, come vede l’attuale situazione, tra scandali, violenza e problemi economici delle società?
“Anche il calcio è lo specchio della società. Occorrono regole certe per combattere le anomalie. Non dovevamo arrivare ai morti per far valere una legge, la Pisanu. Qualche settimana fa, quando cioè non era all’ordine del giorno delle cronache mediatiche chiesi inviando una richiesta al Prefetto, come capogruppo di AN di prevedere d’intesa con le società un’azione forte delle forze dell’ordine e dell’intero sistema al fenomeno della violenza. Purtroppo siamo stati facili profeti”
A quasi tre anni dalla nascita, cos’è successo all’Onda di Emiliano?
“E’ successo quello che noi avevamo capito dal primo giorno: il bluff è sotto gli occhi di tutti. I fischi al Sindaco nelle circostanze più disparate sono più eloquenti di mille parole”
In questo periodo tutti scrivono a tutti, lettere su lettere, più preoccupati forse di scaricare le colpe sugli altri che dei reali problemi della città e della regione: cosa sta succedendo alla politica attiva?
“Il Sindaco di questa città ha introdotto una nuova moda: scaricare le proprie responsabilità sugli altri. Fino a ieri la responsabilità era dell’amministrazione di centro destra. Ora siccome dopo tre anni l’alibi non regge più ha spostato il tiro sul Presidente della Regione. A tutto c’è un limite, anche al ridicolo. Da chi pensa soltanto al mercato delle poltrone non ci siamo mai aspettati niente di diverso… Emiliano non fa politica attiva, ma soltanto propaganda”
Come si rilassa?
“Leggendo giornali, libri e riviste”
La popolarità ha un prezzo, Le piace pagarlo quando è al ristorante, o passeggia o va al mare?
“Più che un prezzo, credo che sia l’altra faccia della medaglia. Bisogna accettarla”
Meglio essere amati o temuti?
“Dipende dalle circostanze”
Crede di piacere alle signore?
“Non tocca a me dirlo”
Inviterebbe a cena Daniela Santanché o Maria Maugeri?
“Tutte e due insieme con Angiola Filipponio Tatarella”
Nichi Vendola o Michele Emiliano?
“Nichi Vendola, perché sono certo che almeno con lui parlerei di politica, non di aria fritta”
Quante bugie al giorno racconta?
“Propendo sempre per la verità poi se qualche volta mi capita di dire bugie lo faccio solo a fin di bene…”
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