Sanità: liste d’attesa addio

Onofrio Schino

Un intervento in tre fasi

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Sembra si sia finalmente giunti ad una svolta per ridurre i lunghi tempi di attesa per le visite mediche nella Regione Puglia: stamattina è stato presentato dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme all’Assessore alla Sanità Alberto Tedesco, il lavoro della task force regionale coordinato dal Professor Dino Carella del Policlinico di Bari.
Tutto si concentra sui CUP, i centri unici di Prenotazione che saranno l’autentica chiave di volta – così come più volte sostenuto da Carella – per cercare di risolvere un problema che da troppo tempo attanaglia la situazione sanitaria regionale e non solo.
È necessario effettuare un vero e proprio viaggio nelle patologie e nei territori per capire al meglio la specificità e le forme di intervento che si rendono necessarie in fase operativa, in virtù anche di situazioni che si sono sedimentate nel tempo e che non permettono, oggi, di operare al meglio delle possibilità.
Primo argomento da tenere in forte osservazione riguarda l’ormai vetusto sistema di macchinari di cui le aziende ospedaliere dispongono, cui si aggiunge una forte richiesta di professionalità che siano capaci di offrire al pubblico un servizio degno di questo nome in tutti i settori, specialmente quelli in cui si registra una penuria di figure professionali (basti l’esempio dei radiologi, per i quali è prevista l’assunzione di 8 persone nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce).

Per operare nel migliore dei modi, occorre un intervento in tre fasi: la prima, che prevede una campagna di screening, la seconda, in cui è necessario individuare le strade più idonee per rispondere alle esigenze dei pazienti (rispondere subito proprio per cancellare le liste di attesa) attraverso nuove attrezzature che lavorino a pieno regime, e la terza, che prevede quegli innesti di professionalità di cui si diceva prima.
“È in atto un costante monitoraggio – ha affermato Vendola – ma siamo sicuri che anche grazie ai fondi richiesti al governo centrale potremmo avere, di qui a poco tempo, quelle attrezzature e quei servizi che ci permettano di fare quel salto di qualità di cui abbiamo bisogno”.
Da un punto di vista tecnico, la task force voluta dal governo regionale ha puntato molto sul ruolo che i CUP rivestono negli ospedali, e affinché garantiscano prestazioni di eccellenza si deve fare ricorso a professionisti che sappiano sempre cosa fare e aiutare il cittadino che ha bisogno a muoversi nella giusta direzione.

Il Professor Carella ha poi considerato come il Policlinico di Bari paga un prezzo che non compete in quanto “viene considerato l’ambulatorio della città”, soprattutto se si pensa che, per un deficit culturale proprio della nostra mentalità, ci si rivolge quasi sempre al Policlinico piuttosto che alle ASL che possono garantire quasi gli stessi servizi in tempi più brevi.
Analizzando la situazione in tutta la regione, emerge comunque che al di là di qualche eccezione, i tempi di attesa per visite specialistiche sono inferiori ai 30 giorni, e si tratta di un risultato importante se si considera che 12 mesi fa l’attesa minima per una visita cardiologica si aggirava attorno ai 33  giorni
“Sarebbe importante – ha affermato Carella – che anche l’attività libero professionale dei medici possa continuare anche oltre l’orario lavorativo, ma in particolare è necessario che l’offerta della sanità pubblica e provata viaggino di pari passo, e perché questo avvenga sarebbe bene avere un confronto diretto con gli operatori, le organizzazioni sindacali e le stesse rappresentanze dei cittadini”.
L’assessore Tedesco ha concluso ponendo l’accento su come non si possa parlare di sanità in termini demagogici, ma con estrema razionalità, soprattutto perché la piaga delle liste di attesa trovi al più presto una risoluzione anche attraverso l’impegno serio e costante di tutti gli addetti ai lavori.

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