Storia dimenticata

Mariangela Del Vecchio

Al Fortino, incontro con Anna Maria Mori in vista del Giorno del Ricordo

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A detta di Anna Maria Mori, autrice di Nata in Istria, edito da Feltrinelli, dopo decenni di ignoranza diffusa e di muta indifferenza, il tentativo di rievocare l’Istria e la sua storia dimenticata si esaurisce inesorabilmente nel ricordo di quel singolo e quanto mai tragico aspetto rappresentato dall’orrore perpetratosi nelle foibe.

Eppure, prosegue la Mori, l’Istria è stata e continua ad essere molto di più delle “nere cave carsiche” la cui memoria, ancora oggi, “sembra emanare l’odore insopportabile di cadaveri decomposti”: l’Istria è anche, e soprattutto, “un’entità storica, geografica e umana” che la rimozione collettiva ha relegato “nella miseria della sola dimensione politica”.
Pertanto, a pochi giorni dal Giorno del Ricordo, ricorrenza istituita per commemorare le vicende istriane prevista per il 10 febbraio, queste parole risuonano come un appello ad andare oltre, a restituire a questo lembo di terra di confine e alla sua gente, il diritto alla memoria e alla bellezza.

E proprio in questo solco, in questo desiderio di rivendicare “un’identità soffocata” e una bellezza dimenticata, si colloca il testo Nata in Istria di cui Costantino Foschini e Antonio Leuzzi,  presenti all’evento, hanno sottolineato “il carattere narrativo” che, “muovendosi su un piano storiografico non tradizionale”, quello cioè dei vissuti,  è in grado di raccontare “l’anima dell’Istria”, mescendo sapientemente le curiosità folkloristiche e geografiche con le dolorose vicende sgorgate da quel complicato intreccio di conflitti etnici e di nazionalismi che  troppo spesso sono stati liquidare e distorti in nome della contrapposizione ideologica e politica.

Il Giorno del Ricordo rappresenta, pertanto,  a detta della Mori, non un approdo ma un inizio, pur importante, nell’impervio cammino per ritornare  a casa dopo un lungo esilio dalla Storia.

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