La piccola quercia
Moglie, mamma, kempoka, magistrato e scrittrice. Nel suo romanzo d’esordio racconta una storia che, in parte, le assomiglia ma che, soprattutto, è una metafora della vita, tra maschile e femminile, yi
L’intervista del martedì è dedicata oggi ad una donna che, come tantissime altre, è molte cose e vite insieme, un po’ come un albero che dal tronco fa partire verso il cielo innumerevoli rami.
A nemmeno quarant’anni, complice un’estate in Valle d’Itria, Antonella Poliseno, magistrato onorario dal 1999, sposata e mamma, decide di dare vita ad una storia, semplice nei contenuti e leggera nella scrittura, che sia la sintesi dell’eterno alternarsi di anima maschile ed anima femminile in ciascuno di noi. Nasce così “Geisha e Samurai”, il libro edito da Secop in cui, grazie anche alle esperienze come kempoka, racconta come, una persona all’apparenza fragile, possa rivelarsi forte, nell’eterno gioco tra yin e yang che è l’essenza stessa del vivere.
Come Le è venuta l’ispirazione per la storia e a cosa è dovuto il legame con la cultura giapponese?
“L’ idea del romanzo ‘Geisha e Samurai’ nasce sul tatami, ovvero, sul tappeto di allenamento del kempo dankan, disciplina ginnico-marziale che pratico da diversi anni, ove ho appreso il concetto orientale dello di yin e yang, rappresentato, simbolicamente, con un cerchio diviso esattamente a metà, in cui la parte scura rappresenta lo yang, il maschile, la forza, la razionalità, il samurai, mentre la parte chiara rappresenta lo yin, il femminile, la dolcezza, l’ intuito, la geisha e all’ interno dello yang vi è sempre un po’ di yin, così come all’ interno dello yin vi è sempre un po’ di yang. A ciò è dovuto anche il legame con la cultura giapponese”.
Cosa pensa della Sua protagonista?
“La protagonista del romanzo, Gioia, è una donna bella, giovane, sensuale, istintiva, premurosa, dolce, affettuosa e sensibile, quindi molto geisha, che, tuttavia, ogni giorno, indossa la veste yang (scura, maschile) cioè la toga del magistrato, diventando, così, forte, coraggiosa, decisa, determinata, fredda e razionale, come un perfetto samurai. Quindi Gioia è l’esempio perfetto della geisha samurai. Così come, geisha e samurai, è pure il protagonista maschile del romanzo, Edoardo, il chirurgo, che indossa la veste yin (chiara, femminile) del medico ma che esprime grande forza, virilità, determinazione, unitamente a tanta sensibilità e dolcezza”.
In quanto vi assomigliate?
“C’ è parecchio di me in lei”.
Lei è più geisha o samurai?
“Sono geisha e samurai esattamente allo stesso modo. Dipende solo dalle circostanze”.
Aspira ad una nuova carriera?
“No! Non aspiro ad una nuova carriera! Voglio continuare a fare il magistrato e voglio farlo bene”.
Qual è l’ultimo libro che ha letto?
“L’ultimo libro che ho letto è: “L’ isola degli aironi bianchi” di Sue Monk Kidd”.
Si racconti, in tre aggettivi…
“Non riesco a trovare tre aggettivi per raccontarmi, però mio padre mi ha sempre chiamata “piccola quercia”…”.
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