Contrabbando di sigarette via posta

Antonio Scotti

Spedivano i tabacchi in pacchi postali con mittenti fittizi

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Utilizzavano il servizio di posta ordinaria per far recapitare ai contrabbandieri baresi centinaia di chilogrammi di sigarette provenienti dalla Croazia. Per questo i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, in servizio nella Sezione anticontrabbando del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata hanno notificato sei avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dal sostituto procuratore della Procura del Tribunale del capoluogo pugliese, Marcello Quercia.
I pacchi postali venivano inviati dal porto di Ancona dopo che le “bionde” erano state accuratamente nascoste tra la roba sporca dei marittimi del capoluogo marchigiano. Quest’ultimi, a lora volta, acquistavano le sigarette dal mercato slavo grazie alla loro attività che li portava a percorrere quotidianamente la tratta Italia-Croazia.


In totale è stato accertato un consumo di forde pari ad oltre 100 chilogrammi di sigarette. I mittenti dei pacchi erano inventati, contrariamente ai destinatari che, una volta recapitate le scatole, distribuivano le “bionde” Marloboro ai principali contrabbandieri del quartiere Liberta, oltre che della Città vecchia. Da lì proliferava un mercato molto esteso grazie alle diverse attività commerciali distribuite nella città. 


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