Edilizia giudiziaria: Emiliano solo contro tutti

La Redazione

Nella mattinata il consigliere Paolini esponeva una delle posizioni del centrosinistra al comune di Bari

0 commenta

Una patata bollente che rischia di rimanere nelle mani del Sindaco di Bari Michele Emiliano: come altro definire lo scambio di dichiarazioni nella serata di ieri tra il primo cittadino e il governatore Nichi Vendola. Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario Emiliano aveva richiesto pubblicamente l’aiuto dela Regione Puglia per individuare uan soluzione condivisa al problema dell’edilizia giudiziaria. Da parte di Nichi Vendola non c’è questa disponibilità e il sindaco ha replicato con una nota che integralmente pubblichiamo.

Prendo atto che la Regione Puglia con la sua pilatesca posizione lascia in campo solo l’ipotesi della cd. cittadella della giustizia.
Provo comunque a cogliere gli aspetti positivi di quanto dichiarato. Deduco che la Regione è disponibile a contribuire economicamente, assieme alla Provincia ed al Comune di Bari, per sostituire lo Stato nazionale che non dispone delle somme sufficienti per realizzare la sede unica degli uffici giudiziari del Distretto di Corte di Appello che si estende per tre province da Monopoli a Lucera. Altrimenti non si sarebbe detta disponibile a discutere di edilizia giudiziaria pur non essendo competente in materia.
Prendo atto che l’unica condizione posta dalla Regione è che si tratti di proposte concrete e limpide.
Sono convinto che il Presidente non avrebbe fatto queste precisazioni se avesse avuto la pazienza di rimanere alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario fino alla fine ascoltando tutti gli interventi compreso quello del Sindaco di Bari.
In questo caso avrebbe colto lo spirito costruttivo del mio intervento, privo di qualsiasi polemica.

Infatti la Città di Bari non intende indebitarsi da sola per costruire una sede giudiziaria a servizio di una realtà pari alla metà della Regione Puglia.
Sarebbe infatti come se la nuova sede della Regione Puglia dovesse essere pagata dall’erario della città solo perché sorgerà a Bari.
La proposta che avanzo, trova già favorevole il Presidente della Provincia Enzo Divella e potrebbe dar luogo ad una operazione urbanistica che non coinvolga aree destinate a verde agricolo, capace di offrire un’alternativa credibile alla cd. cittadella della giustizia cui il Presidente della Regione è contrario assieme al suo partito.
Partendo dal progetto già di proprietà del comune di Bari e da questo già interamente pagato per una somma di 5milioni di euro, si potrebbe – alla luce delle disponibilità mostrate dal Ministro Mastella – procedere alla sua rimodulazione con riferimento all’area del carcere di Bari dando vita ad un accordo di programma che veda insieme Comune, Provincia e Regione realizzando in aree non a verde agricolo, sia la nuova sede unica che il nuovo carcere.
Si tratta dunque di una grande occasione che non è possibile perdere.
Altrimenti non rimarrebbe che la proposta della cittadella della giustizia che il Presidente della Regione ed il Sindaco hanno fino ad oggi ritenuto impropria
.

Sulla questione edilizia giudiziaria pubblichiamo anche la nota del Consigliere della Lista Emiliano Carlo Paolini che ha espresso la sua opinione sulla necessità di riqualificare il quartiere Libertà e non lasciare spazio alla proposta Pizzarotti.

Edilizia giudiziaria: siamo forse alla fase della decisione finale? Il centrosinistra, che durante la campagna elettorale sembrava avere le idee chiare, si presenta oggi più che mai diviso ed il centrodestra ne approfitta. L’iniziativa dei consiglieri dell’opposizione, guidati dall’ex Sindaco Di Cagno Abbrescia, mostra però i limiti della democrazia barese: quello di una coalizione che non sa esprimere posizioni politiche autonome ma aspetta la scelta della maggioranza per cavalcare una protesta sterile e fine a se stessa.
Certamente abbiamo il dovere di rispondere ai disagi del mondo giudiziario (che è innanzitutto una carenza di investimenti e di organici), ma con qualche punto fermo: l’amministrazione della Giustizia è di competenza dello Stato; è necessario continuare a dare segnali chiari di discontinuità come è avvenuto per Punta Perotti e per la Fibronit. Non si può, infatti, contraddirsi proprio ora deliberando una variante a danno di uno degli ultimi lembi di suolo agricolo cittadino, soprattutto dopo il premio Federico Zeri  per la tutela della legalità e del paesaggio!

Che senso avrebbe trasferire i luoghi di una funzione importante come quella della Giustizia, abbandonando a progetti futuri (ma inesistenti) una grande periferia interna come il quartiere Libertà? Non potrebbe costituire questa scelta il “colpo di grazia” per un quartiere da tempo sofferente e in attesa da anni di interventi strutturali per la sua riqualificazione? A me sembra prioritario in una città come Bari la tutela delle ultime aree agricole, attivando nel contempo politiche di riqualificazione con il riuso edilizio, in coerenza con il programma di centrosinistra, così come da presidente dell’Arca ho firmato il ricorso al TAR per ottenere la Verifica di Impatto Ambientale sui lavori di completamento dell’ansa di Marisabella. Guardiamo ciò che è già successo oltre i nostri angusti orizzonti: laddove si è seguita la logica delle “cittadelle” sono nate zone deserte appena dopo il tramonto, spesso entro aree periferiche degradate perché prive di una idea viva di città.

Chiedo all’assessorato competente perché non impegna i propri dirigenti a quantificare il progetto dell’Arcipelago della Giustizia? I cittadini  devono forse sostituirsi all’Amministrazione in questo delicato dovere?
Rivolgo infine un appello a tutto il centrosinistra: riscopra le idee discusse nella Convenzione Cittadina che approvò all’unanimità un programma discontinuo rispetto al passato, dove la tutela dei diritti ambientali per una migliore qualità della vita era vista nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile e duraturo. Considerata la disponibilità del Ministro della Giustizia, perché non procedere con un accordo di programma fra Ministero, Regione, Provincia e Comune, ad un concorso progettuale in linea con la tutela e la riqualificazione del territorio, che veda protagonisti i nostri imprenditori?

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!