Crescere nelle legalità: intesa interistituzionale per Bari

La Redazione

Un protocollo per garantire il flusso di informazione sui minori a rischio

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È stato sottoscritto questa mattina il protocollo d’intesa del Progetto “Crescere nella legalità” alla presenza di rappresentanti di Comune di Bari, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Ufficio di Servizi Sociali per i Minorenni di Bari, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Osservatorio sulla Devianza Minorile “Francesca Morvillo” della Fondazione Falcone e Camera Minorile di Bari. A breve aderiranno al protocollo anche il Tribunale di Bari e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.

“Crescere nella legalità” è stato elaborato e proposto dall’Osservatorio sulla devianza Minorile “Francesca Morvillo” e dalla Camera Minorile di Bari e si propone di istituire un monitoraggio costante a tutela di tutti i minori figli di adulti condannati per associazione di stampo mafioso e reati collegati.
Si tratta del primo progetto inserito nelle attività dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, che permetterà il rafforzamento del coordinamento tra tutte le istituzioni a vario titolo coinvolte nella tutela di minori a rischio devianza.
La Procura della Repubblica trasmetterà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari i documenti giudiziari relativi a
soggetti di fascia d’età compresa tra i 18 e i 40 anni appartenenti ad associazioni criminali operanti a Bari nell’arco temporale dell’ultimo decennio.
La Procura minorile provvederà quindi a formare fascicoli per provvedimenti cautelari civili per ogni minore figlio degli adulti così individuati e trasmetterà ciascun fascicolo al Tribunale per i Minorenni. Quest’ultimo, con cadenze stabilite, invierà richieste ai Servizi Sociali del Comune di Bari, alla Questura, ai Carabinieri, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ufficio di Servizi Sociali per i Minorenni al fine di condurre i dovuti accertamenti.

Per assicurare la maggior completezza possibile delle informazioni da trasmettere al Tribunale per i Minorenni, gli operatori dell’USSM e dei Servizi Sociali del Comune di Bari attiveranno forme di stretto coordinamento volte alla massima integrazione dei dati già in possesso dei rispettivi uffici riguardanti i nuclei familiari ed i minori coinvolti.
Al termine della valutazione di ciascun caso, sulla base del dettato normativo, il Tribunale per i Minorenni, nell’ambito della propria autonomia, potrà adottare i provvedimenti ritenuti più idonei a tutela del minore anche al fine di evitare il diffondersi della subcultura mafiosa.
L’attività di verifica dell’implementazione del progetto e la relativa analisi del fenomeno sarà svolta dall’Osservatorio sulla devianza Minorile “Francesca Morvillo”, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Il dato complessivo darà sottoposto a verifica annuale.

“Prende vita il primo progetto dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata -dichiara il Sindaco Michele Emiliano- Bari è una città in cui la maggior parte dei giovani provenienti da famiglie a rischio criminalità è destinata a riproporre destini analoghi a quelli dei loro genitori. Con il protocollo firmato oggi si compie un primo, importante passo affinché sia data loro un’opportunità diversa dalla deriva dell’illegalità. Le istituzioni sono unite e determinate nel perseguire tutti gli obiettivi previsti dal progetto”.

Giannicola Sinisi, direttore dell’Osservatorio “Francesca Morvillo” ha sottolineato “l’importanza di questa iniziativa progettuale che si prefigura come unica in Italia e che potrà costituire un modello applicabile in tutte quelle realtà del Paese nelle quali la criminalità organizzata utilizza sistematicamente minori d’età. Abbiamo deciso di iniziare da Bari alla luce della straordinaria sensibilità istituzionale su questi temi e per dare una risposta concreta alle denunce che negli ultimi dieci anni sono state espresse dai Procuratori Generali durante le inaugurazioni degli Anni Giudiziari. Con il coordinamento di tutte le istituzioni coinvolte si attuerà un percorso finalizzato non a colpevolizzare l’adulto in quanto mafioso, bensì a tutelare al massimo i minori affinché i disvalori della mafiosità non segnino drammaticamente la loro crescita”.
Secondo l’avvocato Adriana Cimmino, presidente della Camera Minorile di Bari, “Crescere nella legalità rappresenta la traduzione operativa di due passaggi fondamentali: il dibattito aperto due anni fa con il Convegno I Ragazzi della mafia e lo studio effettuato da Stefano Fumarulo intitolato Stato e famiglie mafiose, nel quale si analizza la peculiare realtà criminosa barese ed il coinvolgimento di minori nelle attività illecite dei clan mafiosi locali. Grazie a questo progetto non assisteremo più passivamente ad un percorso criminale che in questa città porta troppi minori ad entrare nel circuito penitenziario, peggio ancora, a perdere la vita”.

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