SOS Assistenti Sociali al Comune di Bari

Marilina Miacola

Il segretariato sociale esiste sulla carta ma non c’è personale

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Gli assistenti sociali del Comune di Bari lamentano l’attuale disagio nell’assetto organizzativo dei servizi: condizioni lavorative precarie, mancanza di personale adeguato ai bisogni della cittadinanza, limitati spazi per ricevere l’utenza.
Questa situazione ha generato uno stato di agitazione, esploso nello sciopero indetto da Cgil e Uil lo scorso 13 dicembre: sciopero di fatto revocato in attesa di un  bando di assunzione di 20 unità assistenti sociali secondo quanto ha garantito il sindaco Emiliano.


Dunque il problema dell’organizzazione e del dimensionamento del servizio sociale professionale non si può dire risolto: si attende solo una risposta da parte dell’amministrazione comunale che pare stia ottemperando a dovere rispetto alle precedenti amministrazioni.
Quasi due anni fa il Comune di Bari ha indetto un bando per 10 assistenti sociali: solo 6 hanno  ottenuto l’idoneità alle prove concorsuali.
Nel dicembre 2005 il sindaco Emiliano vista l’emergenza delle periferie urbane ha favorito l’ampliamento del servizio sociale professionale assumendo altre 10 unità.
Ma l’attuale organico risulta comunque insufficiente per rispondere alle problematiche dell’utenza, specie nei quartieri più difficili come quelli della 4° circoscrizione (Carbonara, Ceglie, Loseto), 2°circoscrizione (S.Paolo, Stanic ) e 9°circoscrizione ( Murat, S.Nicola).
In particolare il malumore della comunità professionale è scoppiato in ragione delle numerose competenze affidate al servizio sociale a fronte dei tanti casi di bisogno.


Motivo per cui diventa difficile lavorare nell’ottica della prevenzione dovendo agire sempre sull’emergenza.
Secondo la testimonianza di qualche assistente sociale, nel lontano ’97 nonostante l’esiguo numero di operatori del settore , si lavorava meglio.
E’ evidente che la realtà sociale della città è molto complessa: diverse e rapide sono le trasformazioni che nell’ultimo periodo hanno mutato il quadro socio-demografico.
Sono cambiati i bisogni dei cittadini ma anche le aspettative di vita della popolazione.
Ma ciò che ha reso la situazione ancora più allarmante è l’attivazione del servizio di segretariato sociale. Quest’ultimo secondo la normativa regionale in materia di servizi sociali n. 19/06 è stato riconosciuto quale livello essenziale delle prestazioni sociali per garantire l’informazione sui diritti di cittadinanza e l’accompagnamento alla rete dei servizi socio-sanitari fruibili dagli utenti.
Trattasi dunque di un servizio di comunicazione istituzionale che si aggiunge agli altri compiti affidati al servizio sociale, in quanto attività propria del professionista assistente sociale.
Alla luce di ciò possiamo immaginare quanto diventa oneroso gestire un sistema informativo.


Per questo si è scatenato un tentativo di protesta: gli assistenti sociali uniti e compatti rivendicano una situazione non più tollerabile.
I servizi devono essere sì attivati, ma con un personale adeguato e non gravando sul medesimo numero di operatori oberati di casi da seguire.
Il sindaco ha risposto assicurando a tutti gli assistenti sociali del Comune di Bari  di ampliare il servizio sociale penalizzando l’assunzione di altri dipendenti comunali.
Saranno assunti per bando di gara e con contratto di un anno 9 unità assistenti sociali per il segretariato sociale: una per ogni circoscrizione.
Speriamo che stavolta l’assistente sociale se la cavi………..

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