Bari: Ancpl in convegno
Filippo Bubbico: “Entro l’anno si vedranno gli effetti positivi prodotti dalla finanziaria sull’economia italiana”
Per il convegno nazionale i rappresentanti dell’Associazione cooperative di produzione e lavoro (Ancpl) del Mezzogiorno hanno scelto Bari. L’Ancpl è una grande realtà economica dal forte radicamento storico e territoriale interna alla rete Legacoop e articolata in settore costruzioni (con 230 cooperative, di cui 15 nel meridione, e 6 consorzi), settore industriale (561 cooperative, di cui 175 nel Mezzogiorno) e settore progettazione (86 cooperative, di cui 15 nel sud Italia), per un totale di 877 cooperative (265 meridionali per 480 miliardi di euro circa di fatturato) e 6 consorzi.
Argomento del giorno la discussione con i consociati e le istituzioni sulle proposte, circa il nuovo ciclo produttivo, da avanzare alle forze politiche e sociali meridionali, dalle quali i soci membri attendono adeguate soluzioni. “Il settore produzione e lavoro”, ha affermato Salvatore Tessitore, vice presidente Ancpl, “evidenzia una crescita del fatturato nel 2006 del 4,7%, confermando la straordinaria performance del 2005 durante il quale l’incremento è stato del 6,2%”. Per il settore costruzioni, invece, le previsioni per l’anno in corso non sono del tutto rosee. “Gli esperti prevedono staticità assoluta”, ha commentato Tessitore, “a causa della crisi del mattone, ma ciò non frenerà il tasso di crescita del fatturato che dovrebbe comunque confermare lo stesso valore percentuale del 2006”.
Soddisfatti di alcune certezze fornite dalla finanziaria per il 2007 (taglio del cuneo fiscale di 10.000 euro a lavoratore, sgravi Irap fino a 140.000 euro per le agevolazioni sulle assunzioni delle lavoratrici, credito d’imposta di 2 miliardi di euro per il 2007-2009), chiedono sostegno al governo soprattutto per ciò che riguarda la strutturazione di aggregazione delle cooperative. Come dire: due cooperative medie sono più competitive di dieci di piccole dimensioni, tesi sostenuta anche dal vice presidente di Confindustria per il Mezzogiorno, Ettore Artioli.
“Se fino a ieri bisognava affermare una sorta di meridionalismo economico”, ha affermato Artioli, “oggi siamo in un contesto economico in cui è necessario che vi sia una forte spinta dell’economia italiana nell’ottica del mercato globale. Due le soluzioni: il project financing e l’aggregazione delle imprese con la messa in rete delle diverse realtà produttive, in particolar modo quelle dei servizi”.
Segnali positivi sono giunti da Filippo Bubbico, sottosegretario per lo sviluppo economico, presente al convegno, che ha, inoltre, risposto a chiare lettere a chi ha parlato di fase 2 della legge finanziaria. “Non c’è nessuna fase 2. C’è un’azione organica del governo che dimostra la volontà comune di procedere, come emerso anche a Caserta. Noi tutti abbiamo concentrato le attenzioni e gli sforzi a sostegno delle imprese e della ripresa dell’economia italiana affinché i contenuti della finanziaria si possano concretizzare entro l’anno”.
Promesse di sviluppo certo nel nel breve periodo le ha fatte anche Sandro Frisullo, vice presidente della Regione Puglia e assessore allo sviluppo economico. “Il processo di riforme in Puglia si concretizzerà nel giro di 3 o 4 mesi. Vogliamo offrire alle imprese locali e non un territorio infrastrutturato moderno, senza dimenticare l’impegno per la riforma dei consorzi Asi e per la necessaria innovazione teconologica”.
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