“Qui Radio Bari”, 60 anni di etere all’Ateneo

Partita la mostra sulla radiofonia libera. Decine di audiodocce per riascoltare fatti e personaggi del dopoguerra
Non poteva essere la solita mostra sulle radio. Nel tour dell’esposizione itinerante “Radio FM 1976-2006- Trent’anni di libertà d’antenna” non si poteva non concedere a Bari quella deroga tematica che il capoluogo pugliese ha meritato con la sua storia radiofonica.
Così dopo le tappe di Bologna, Modena e Padova è sbarcata ieri pomeriggio a Bari la mostra con un titolo tutto dedicato alla esperienza storica del capoluogo pugliese: “Qui radio Bari. La libertà d’antenna in Puglia”.
Un modo per non dimenticare la prima voce libera dell’Italia del dopoguerra. Quella stessa radio dove un gruppo di giovani intellettuali riuscirono a trasmettere il primo messaggio di Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma. Un’ emittente in grado di mandare in onda un notiziario trisettimanale in lingua araba su tutto il bacino del Mediterraneo. Senza dimenticare la programmazione in lingua greca e la grande funzione di raccordo delle squadriglie partigiane nel processo di liberazione dal fascismo attraverso il celebre programma “Italia Combatte”.
Durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti molti di coloro i quali quei tempi li hanno vissuti sulla loro pelle: “ Chi non ricorda lo studio in via Putignani di Radio Bari. In esso si raccoglievano le voci di una nazione che cercava di emanciparsi culturalmente dopo gli anni del regime e della guerra”, racconta Giuseppe Giacovazzo, relatore della cerimonia inaugurale.
La mostra raccoglie un duro lavoro di ricerca e documentazione svolto oltre che dal Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) e dall’Ufficio scolastico regionale, anche dall’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea. Quest’ultimo, in particolar modo grazie al suo direttore Vito Antonio Leuzzi, ha lavorato per ricostruire l’enorme fermento radiofonico presente non solo a Bari, ma in tutte le radio libere pugliesi.
Elemento dominante della mostra sono le audiodocce. Queste sono sostenute su dei pannelli in cui sono stati collocati dei pulsanti che consentono di far rivivere al visitatore il sonoro autentico delle trasmissioni delle prime radio libere. Così dalla voce su Radio Libera Partinico di Peppino Impastato contro l’emergenza mafia divampante in Sicilia si passa ad ascoltare anche la prima intervista radiofonica a Giovanni Paolo II da parte di Radio Alfa 102. Ed ancora i tristi momenti del terremoto dell’Irpinia del 1980 e i dibattiti politico-culturali di Bari Radio Uno, prima radio libera barese e sesta a livello nazionale. File di cabine doccia en plein air che permettono, in sintesi, di riascoltare e rivivere gli avvenimenti e i personaggi della radio italiana insieme alla ricostruzione degli ambienti più significativi.
Fotografie, suoni, microfoni d’epoca, sigle di apertura e di chiusura di programmi mettono i visitatori in grado di riassaporare il profumo degli studi radiofonici più importanti della città. Dall’esperienza di Bari Radio Uno si passa alla più recente Bari Canale 100 attraversando Radio Alternativa, culla del movimento studentesco radicale della città, per finire con Radio Norba. Filo rosso delle radio libere la storica sentenza della Corte Costituzionale che il 28 luglio 1976 avrebbe sancito la liberalizzazione dell’etere: “Quella sentenza – ricorda Giacovazzo – riconobbe lo straordinario impulso positivo che la radio riusciva a proporre non solo sul piano del linguaggio giornalistico ma sopratutto sul versante culturale”.
Tra gli scatti difficile non riconoscere chi quella storia l’ha fatta attraverso racconti, dibattiti, varietà e cronaca: da Renzo Arbore (che con un’intervista radiofonica ha salutato gli ospiti della cerimonia inaugurale) al nostro direttore Fortunata Dell’Orzo, da Gianni Vincenti a Michele Mirabella fino ad Antonio Rossano, Pippo Volpe ed Erio Fumai.
La mostra sarà aperta fino al prossimo sabato 10 febbraio presso il Salone degli Affreschi dell’Ateneo barese. L’accesso è libero. Nei prossimi giorni verranno organizzati due appuntamenti di talk-show che vedranno alternarsi alcuni dei rappresentanti della radiofonia pugliese insieme agli studenti delle università e delle scuole di Bari e della Puglia. I giovani visitatori saranno chiamati non solo a visitare la mostra, ma anche a partecipare ad eventi, dibattiti e brevi esperimenti laboratoriali di produzione radiofonica.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito