Policlinico the day after

Onofrio Schino

Un giretto fra i reparti, con l’occhio del cronista chenon vuole rassegnarsi

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Sono arrivati per ordine diretto del Ministero della Salute, e ci si augura che questa ispezione dei carabinieri del NAS non sia solo un fuoco di paglia, ma possa portare effettivi riscontri e risultati verso un miglioramento delle condizioni igienico sanitarie del nosocomio barese.
Quello che è emerso è stato a dire il vero poco rilevante, soprattutto se si considera che appena due sono stati i reparti ospedalieri (dermatologia e neurologia) che hanno destato l’attenzione delle autorità inquirenti, ma forse ci sono ancora molte cose da correggere per le quali non basta che arrivino dei militari per risolvere la situazione.
Percorrendo i viali del Policlinico, infatti, la situazione non è delle più rosee: ad un occhio particolarmente attento, non può sfuggire che le aree a verde che decorano l’ospedale siano troppo spesso “popolate” da rifiuti come pacchi di sigarette o addirittura sacchi di spazzatura e cartoni di pizze.
Non sono comunque da meno le automobili in sosta laddove assolutamente non dovrebbero, segno che forse c’è un disagio che deve essere analizzato da un duplice punto di vista: da un lato, ed è triste doverlo riconoscere, siamo un popolo assolutamente incurante delle regole e del rispetto, se non si capisce che in un luogo in cui l’igiene dovrebbe essere al primo posto, utilizzare uno spiazzo verde o un’aiuola come cestino non è propriamente il massimo della civiltà; in secondo luogo, manca forse un’autorità che sia in grado di prevenire questo tipo di situazione.
Nessuno, per carità, chiede ai vari professori e dirigenti ospedalieri di andare personalmente a rimuovere i rifiuti che sporcano le aiuole, ma non è pensabile curare gli ammalati in condizioni igieniche al limite della decenza.
Emerge dunque la necessità di un intervento forte, anche perché, per quanto forse troppo semplicistico e quasi troppo facile, la salute è un valore che non può essere messo in secondo piano perché nessuno interviene: basterebbe poco, magari anche solo un po’ più di rispetto ed una maggiore attenzione verso il bene pubblico, perché anche qui al Sud si possa contare su una sanità efficiente che nulla ha da invidiare alle altre realtà ospedaliere del Nord Italia.
Pochi giorni fa abbiamo dovuto commentare la triste notizia della morte di un giovane di 28 anni, deceduto il 6 gennaio a causa di una frattura al braccio: abbiamo dovuto purtroppo tristemente osservare, parallelamente, un’ inchiesta giornalistica di un’emittente televisiva nazionale che commentava “a Bari succede questo, andiamo invece a vedere come si lavora negli ospedali che funzionano davvero”…..
Se non è un insuccesso questo……

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