Modello Zapatero: No Grazie

La Redazione

Dopo l’intervento di Massimo Maiorano anche Fabio Cassano della Margherita dice no alle unioni civili al Comune di Bari

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Difesa ad oltranza della famiglia e del matrimonio contro tutti i tentativi di bieca delegittimazione che in maniera ossessiva da alcuni giorni a questa parte stanno tediando la intelligenze dei baresi. Non può che essere questa la bussola razionale da adoperare nell’oceano di ipocrisie nel quale si sono maldestramente avventurati i sostenitori dell’istituzione dell’elenco delle unioni civili.

Sotto il profilo istituzionale non è dato di comprendere perché mai il Consiglio Comunale dovrebbe deliberare  l’istituzione del suddetto elenco in evidente contrasto con l’art. 117 comma 2 lett. i) in virtù del quale la materia della “cittadinanza, stato civile e anagrafi” è riservata alla esclusiva competenza dello Stato. A riprova di tanto si consideri che non a caso le forze politiche nazionali hanno avviato un confronto in ordine alla opportunità o meno di predisporre un apposito atto normativo.

Su piano politico dunque la fuga in avanti intrapresa da Rifondazione Comunista viene invero a configurarsi come una vera a propria falsa partenza. Con quale coraggio Rifondazione prova a mettere il cappio al collo della maggioranza ingiungendo l’immediata discussione in aula della proposta di delibera senza attendere le norme statali, se poi su tematiche di straordinaria importanza come l’edilizia giudiziaria da oltre due anni essa stessa continua ad impedire il libero e democratico confronto in aula sulla cittadella della giustizia facendo ricorso ora alle missive a Prodi, poi alla nuova finanziaria, indi alla bacchetta magica di Mastella e al bilancio della Regione (ahimè in … rosso). Stupisce e peraltro meraviglia che l’assessore al ramo si sia cimentato nella predisposizione di una proposta deliberativa che appare sostanzialmente come la mera fotocopia di proposte analoghe reperibili in internet sui siti della sinistra radicale.

Da un punto di vista giuridico è necessario ribadire che il sistema dei valori costituzionali ritiene che la famiglia legittima (cioè fondata sul matrimonio) sia la base essenziale e fondamentale della società e per la perpetuazione della popolazione. Pertanto qualunque equiparazione matrimonio – unione di fatto oltre a configurarsi come antropologicamente e culturalmente inaccettabile, è decisamente insostenibile anche in punto di diritto. Sarebbe preferibile che a livello normativo fossero semplicemente novellati una serie di istituti in maniera tale da andare incontro alle particolari esigenze di quelle coppie che, avendo liberamente deciso di non sposarsi e quindi di non accollarsi i relativi diritti e doveri, intendessero regolamentare determinati aspetti patrimoniali della convivenza ovvero mitigare l’estrema flessibilità di un rapporto orientato all’estrema libertà e quotidianità più che alla fedeltà e stabilità.
In tal senso nessun contrasto potrebbe mai essere ravvisato tra i principi affermati agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione tenuto altresì conto che il principio di ragionevolezza tutt’oggi continua ad imporre l’opportunità di trattamenti differenziati per realtà e situazioni eterogee.  Da quanto innanzi discende che la tematica della estensione della sfera dei diritti in capo alle coppie conviventi va affrontata in forma chiara  a livello statale, evitando sterili polemiche anticlericali frutto di bigotto laicismo.

L’attacco frontale globalizzato alla famiglia ed al matrimonio che le culture smisuratamente liberiste e materialiste continuano a portare anche grazie all’ausilio mediatico delle diverse forme di pubblicità e dei nuovi modelli culturali imposti dai mass media a breve comporterà la crisi dello stesso concetto di monogamia a favore delle relazioni d’amore simultanee: un nuovo ’68 potrà concepire il valore dell’amore umano tra più persone contemporaneamente. E magari perché non coinvolgere in tale processo anche i più piccoli? In Olanda il nascente partito dei pedofili ha già provato, sia pur invano, ad accreditarsi istituzionalmente. Magari in Spagna qualcuno ci avrebbe fatto un pensierino ditalchè accanto al divorzio-express, alla mostruosità antropologica dei matrimoni omosessuali e alla sciagurata possibilità normativa delle adozioni gay  si potrebbe ipotizzare la legalizzazione di tutti gli atti e le condotte di pedofilia. Ma in Italia c’è già chi prova a mostrarsi …. all’altezza della situazione suggerendo più o meno larvatamente l’introduzione di una terza specie del genere umano oltre a quella maschie e femminile, ossia quella trasgender.

Contro simili nefandezze occorre mobilitare le coscienze e rinsaldare le capacità di intuizione e di analisi critica: abbiamo il dovere di tramandare ai nostri figli l’identità di genere e la speranza di continuare a sperimentare la bellezza e l’insostituibilità del matrimonio e della famiglia.    

Fabio Cassano, consigliere comunale La Margherita

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