Bufera Amgas

Assunzioni e nepotismo? La Magistratura indaga
La conferenza stampa voluta da Luigi Cipriani, Consigliere Comunale e Segretario del Gruppo Indipendente Libertà, si apre in un’atmosfera concitata: infatti, a detta di Cipriani, nell’assunzione di 13 nuovi dipendenti con contratto a tempo determinato presso l’AMGAS spa, azienda partecipata ma con un solo azionista, ovvero il Comune di Bari, vi sarebbero numerosi brogli a cui andrebbe aggiunta la reiterata violazione della Legge sulla trasparenza.
Innanzitutto, nelle parole del Consigliere, l’assunzione dei 13 nuovi dipendenti, avvenuta con la mediazione di un’agenzia di lavoro interinale, si porrebbe in palese contraddizione con un Concorso Pubblico, indetto tramite Bando nel mese di luglio e ancora mai espletato. Peraltro, sempre secondo Cipriani, vi sarebbero buone ragioni per supporre la presenza di forme di nepotismo nel processo di selezione dei succitati dipendenti.
Ma le problematiche più delicate si dispiegano sul fronte delle violazioni della trasparenza tanto da indurre il Segretario del Gruppo Libertà a gridare allo scandalo. In effetti, continua il Consigliere, le aziende AMGAS spa e AMGAS srl, dal gennaio 2006, negano alle Istituzioni, rappresentate dai Consiglieri e dalla Commissione Consiliare Permanente preposta al controllo gestionale delle aziende ex municipalizzate e ora partecipate – di cui AMGAS spa e AMGAS srl sono un esempio assieme ad AMTAB, AMIU e MULTISERVIZI-, la trasmissione degli atti deliberativi e dei verbali dei rispettivi cda compromettendo, di conseguenza, l’esercizio delle pubbliche funzioni e inibendo ogni possibilità di controllo.
A questa situazione, peraltro, se ne aggiungerebbe un’altra ovvero il divieto d’accesso opposto dagli uffici dello STAFF – Società Partecipate e Qualità dei Servizi in merito ai documenti riguardanti le nomine dei cda delle società partecipate.
La denuncia di queste presunte irregolarità sostenuta con decisione dal Consigliere si è tramutata, pertanto, in un concreto esposto depositato con immediatezza presso la Procura della Repubblica di Bari cui spetta l’onere di una verifica tempestiva affinché, come auspica Cipriani, i compiti istituzionali ricoperti dalla Commissione siano ripristinati in un contesto di veritiera trasparenza.
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