Un presepe davvero vivente

Onofrio Schino

Terzo anno di presepe vivente in quel di San Girolamo

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Un presepe ben organizzato, dove niente è lasciato all’improvvisazione e in cui tutti si sentono partecipi e a loro modo protagonisti: è questo il risultato di mesi di lavori che hanno trovato la luce ieri sera, 5 gennaio 2007, nella Parrocchia di San Girolamo.
L’evento, giunto alla terza edizione, ha voluto rievocare i momenti salienti della nascita di Gesù, con tanto di costumi d’epoca e non pochi centurioni romani a provvedere che tutto andasse per il verso giusto.
C’è di tutto in questo presepe, ci sono i pescatori, le lavandaie, chi vende le caldarroste, chi i fiori, chi si riscalda intorno al fuoco, c’è il coro degli angioletti che cantano i motivetti natalizi, e ci sono soprattutto loro, i Re Magi, che arrivano puntuali ad offrire al Bambinello l’oro, l’incenso e la mirra, i doni che anche a suo tempo furono offerti a Gesù.

Il piccolo Gesù si chiama Fabio, ha appena tre mesi, e trascorre le due ore della rievocazione nella mangiatoia, quasi fosse completamente a suo agio nel suo inconsapevole ruolo di protagonista, che tutti riveriscono e tutti ammirano appena passano dinnanzi alla grotta allestita per l’occasione in maniera esemplare, con tanto di paglia.
L’organizzazione del presepe è stata curata dalla Parrocchia di San Girolamo e dagli scout dell’AGESCI, il gruppo Bari 7, che ogni anno, con notevole maestria, hanno saputo rinnovare l’interesse per una manifestazione che serve allo stesso quartiere per ritrovarsi e ricordare che anche qui si può dar luce ad iniziative davvero belle.

Molto positivo il commento di tutti i partecipanti, sia degli organizzatori, soddisfatti per la riuscita e per la buona affluenza di persone, sia degli stessi abitanti della zona che spesso e volentieri ripetevano il giro del presepe anche per avere l’occasione di rivedere il Bambino avvolto in fasce e rivolgere anche qualche preghiera a quel Bambino che è nei cieli.
Un’iniziativa ricca di spunti di riflessione, per dimostrare che il quartiere San Girolamo non può essere noto solo perché alcuni fatti di cronaca riempiono le pagine dei quotidiani locali, ma perché anche queste novità e queste organizzazioni debbano suscitare l’attenzione verso la parte buona degli abitanti, che sono tanti, e che vogliono poter garantire ai propri figli la sicurezza di vivere in un quartiere normale, come tanti ce ne sono a Bari.
L’appuntamento è fissato per il prossimo anno, con la consapevolezza di aver fatto del bene e di poter offrire raggi di luce e di speranza anche a chi pare averla persa.

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