L’arresto di Davide, un fallimento della società

La Redazione

Il giudizio di Filippo Melchiorre, capogruppo d An al Comune di Bari e ex assessore ai servizi sociali

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L’arresto di Davide, meglio noto, qualche anno fa, come il bambino con la pistola, -un appellativo inquietante per un ragazzino che all’epoca dei fatti aveva solo 9 anni,- è il simbolo del fallimento delle politiche sociali di questa città.
Un fallimento che coinvolge tutti, l’intera società. E’una sconfitta del Sindaco Emiliano che, qualche tempo fa, con un gesto plateale più di effetto mediatico che reale, annunciò di aver adottato il bambino con la pistola.
Emiliano non doveva venir meno  all’impegno (anche quando gli fu sottratto l’affidamento), non doveva abbandonare al proprio destino un giovane, figlio di boss, destinato ad emulare le gesta del padre.

Qualche anno fa, il piccolo Davide fu sradicato dalla famiglia dalla Magistratura Minorile e destinato ad una Comunità fuori regione con un provvedimento “amaro” ma necessario alla luce dei fatti. La segnalazione fu fatta dagli assistenti sociali di una Ripartizione che all’epoca mi onoravo di guidare.
Il recupero di quel bambino doveva essere una priorità per Emiliano.Il recupero di Davide doveva essere una scommessa per tutti quelli come lui, ragazzi difficili che rischiano l’emarginazione o, peggio ancora, di essere arruolati dalla criminalità organizzata come abbiamo potuto constatare da recenti episodi di cronaca.

Il Sindaco ora deve correre ai ripari, perché ogni rappresentante delle Istituzioni ha il dovere civico e l’obbligo morale di essere operoso ed intraprendente ed agire con coraggio, determinazione e tenacia.
Non basta la repressione, come ha affermato ieri il primo cittadino proprio di fronte ad un parterre di detenuti.
In pochi scommettono sulla prevenzione, i cui effetti sono sicuramente a lunga scadenza, ma di sicuro  più efficaci per fornire ai giovani  gli strumenti per l’inserimento nella società  come la conoscenza, gli studi, la formazione. 

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