Fibronit, scatta la FASE 2

Onofrio Schino

Terminati i lavori garantiti dalla Regione Puglia, ora la palla passa al Comune

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Aria di festa ieri mattina nell’area della Fibronit in via Caldarola a Bari, ma non perché si attende l’arrivo dell’ultima festa natalizia del 6 gennaio, ma perché il 2007 parte con ottimi auspici e con la consapevolezza di aver fatto quanto si doveva per la messa in sicurezza di quell’area enorme in cui tonnellate di amianto non hanno mai permesso di dormire sonni tranquilli.

Facciamo un doveroso passo indietro: poco dopo la sua elezione a governatore della Regione, Nichi Vendola aveva assunto (parliamo della primavera del 2005) l’incarico di Commissario Straordinario della questione Fibronit, ed aveva assistito all’inizio dei lavori per lo smaltimento dell’amianto e del progetto che prevede la riqualificazione ambientale della zona.
Oggi, 4 gennaio 2007, dopo quasi 19 mesi e dopo circa 360 mila euro finanziati, la Regione Puglia, secondo quanto afferma l’assessore alle politiche ambientali Michele Losappio, ha portato a compimento i lavori necessari, sebbene si sia molto lontani dal poter vedere ultimato quel progetto che prevede la nascita di un’area verde laddove prima sorgevano i capannoni.

I lavori effettuati nell’area hanno riguardato la bonifica di gran parte dei capannoni, dalle cui mura sono stati eliminati ben 20 cm di intonaco (e si spera anche tutto l’amianto accumulato), ma soprattutto la messa in sicurezza del torrino dal quale sono state aspirate circa 60 tonnellate di amianto, di cui 50 tonnellate composte da materiali friabili; un impegno importante e fondamentale,a cui deve aggiungersi anche quello dell’ARPA, che ha contribuito ad un monitoraggio della zona attraverso delle centraline, l’ultima delle quali posizionata nei pressi di Bricorama e che permetterà, assieme alle altre 4 già posizionate, di controllare ulteriormente la presenza dell’eventuale amianto residuo.

Molto positivo è anche il commento degli altri attori della vicenda, in particolare quello di Maria Maugeri, assessore comunale all’ambiente, che ha sottolineato la grande soddisfazione per il raggiungimento di un altro importante obiettivo dopo la delibera dell’amministrazione comunale sull’affaire Torre Quetta: “Mancano ormai pochi passi alla bonifica dell’area, ed è in arrivo anche un progetto, redatto da una commissione a livello europeo che si è già riunita, che dovrebbe garantire la realizzazione del parco. I segnali sono comunque positivi, e l’impegno del comune è quasi agli sgoccioli”.
Affinché i lavori si possano considerare completamente ultimati, manca la bonifica totale dei padiglioni D6 ed E, nonché la messa in sicurezza del “cumulo”, lavori che devono tassativamente essere portati a termine entro il prossimo giugno (per una cifra totale che si aggira attorno ai 4,5 milioni di euro provenienti dalla casse comunali), nonostante ancora oggi, sempre secondo le parole dell’assessore non si possa dire con certezza quando si potrà vedere realizzato il parco.

La soddisfazione aumenta dopo un controllo (con tanto di muta protettiva) da parte di Losappio e della Maugeri nei capannoni bonificati, dal quale emerge ancora una volta che dopo il grande lavoro effettuato, si debba anche provvedere a diminuire le difficoltà per tutti quei lavoratori che hanno rischiato anche la vita in questi anni: “Una cosa è sicura – ha dichiarato Losappio – si sta lavorando di comune accordo e soprattutto nel migliore dei modi, e dopo i soldi già spesi, la Regione finanzierà ulteriormente questo progetto con circa 10 milioni di euro che serviranno ad ultimare i lavori”.
Per quanto comunque non sia stata anticipata alcuna data, la speranza è che quanto prima si possa avere un ulteriore area verde che renda Bari ancora più vivibile e ai livelli delle più importanti città europee, e chissà che non si arrivi anche nella nostra città a poter contare su almeno 1 mq di verde per ogni cittadino……

 

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