Scaffale Laterza: L’amore in Grecia
Il libro: “L’amore in Grecia”; collana di saggi di vari autori, a cura di Claude Calame, pp 273, Editori Laterza, Bari – 2006
L’autore: Claude Calame è direttore dell’École Superieure des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, studioso di lirica corale e rigoroso semiotico del mondo antico. Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo:
L’Eros dans la Grece antique (2002);
Masques d’autoritè (2005);
Pratiques poetiques de la memoire (2006).
La recensione: diciassette grandi studiosi dell’arte antica, provenienti da tutta l’Europa, ci consegnano un libro che raccoglie un quadro completo e intrigante dei modi in cui l’amore veniva vissuto in Grecia. Forse pochi hanno un’ampia conoscenza della storia e della vita che si svolgeva tutti i giorni in questa regione a cui dobbiamo gran parte della nostra cultura. Molti invece sanno, anche solo per sentito dire o per aver visto dipinti e raffigurazioni (a cominciare da quelle pompeiane), di quelli che erano i costumi greci in fatto di relazioni amorose. L’idea diffusa è di una certa lascivia da parte di una popolazione che non si faceva mancare nessun tipo di piacere e raramente si sottoponeva a censure… insomma si godeva la vita! In realtà la questione non va semplificata e, per essere compresa a fondo e messa in relazione con la cultura e il modo di vivere dei Greci, ha bisogno di occhi attenti, capaci di guardare in profondità. Danno spessore a questo libro una serie di saggi, ognuno curato da un diverso autore, che si propongono di ricostruire un ampio spaccato delle diverse sfere della vita, pubblica e privata, all’interno delle quali l’amore era preponderante. In modo particolare vengono indagate le relazioni sociali e le istituzioni, per poi arrivare a quelle che erano le rappresentazioni ideologiche dell’amore all’interno della religione, dei testi tragici e dell’iconografia (soprattutto all’interno della pittura vascolare). Già dalle prime pagine si comprende che ci troviamo di fronte ad un libro che si propone di approfondire, di evitare i luoghi comuni. É questo il senso dell’iniziale differenziazione tra Eros e Afrodite (differenziazione ripresa successivamente nel saggio dedicato interamente al dio Eros), divinità che vengono associate indistintamente all’idea dell’amore, ma in realtà hanno ciascuna una propria sfera d’influenza. All’interno dei capitoli riguardanti il matrimonio, si passano in rassegna tutte le diverse tipologie di questa istituzione, con un interessante approfondimento sulla condizione della donna, sia spartana che ateniese. Condizione naturalmente differente a seconda che si tratti di una giovane donna, di una moglie o di un’etera. E se oggi la nostra società è divisa sulle questioni che riguardano pacs, unioni omosessuali e quant’altro concerne il campo della sessualità, tra le pagine del libro risulta evidente la differenza rispetto all’antica Grecia, dove l’omosessualità maschile, e persino la pederastia, facevano parte del sistema educativo e assolvevano a una precisa funzione pedagogica. Assumevano insomma, al pari dell’omosessualità femminile, il ruolo di fase di transizione, grazie al quale al giovane era consentito di varcare la soglia che separa l’adolescenza dall’età adulta. La descrizione del comportamento sessuale dei Greci continua con la curiosa pratica rituale del travestimento, con la narrazione dei banchetti e con un piccolo excursus sull’amore così come inteso in alcune tragedie (Medea di Euripide e Trachinie di Sofocle), negli scritti dei sofisti e in quelli dei comici. Si snoda così, attraverso molteplici riferimenti a storie, tradizioni e testi, un percorso certamente più adatto agli “addetti ai lavori” per la sua specificità, ma insolito e interessante per chi voglia cimentarsi in un pezzo di storia e di umanità tanto lontano dal nostro quanto ancora ricco di significati e suggestioni.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito