Vita da Circoscrizione: a colloquio con Nichi Muciaccia

Il nome del quartiere Madonnella deriva dal quadro posto tra Corso Sonnino e Via Carulli
Un quartiere fiero della sua Madonellità, dove la progettazione architettonica di Crollalanza convive con le case popolari e le costruzioni selvagge degli anni ’60. Nichi Muciaccia, avvocato e presidente della settima circoscrizione, traccia un sentiero per conoscere meglio il suo quartiere.
Una realtà piccola e composita, con una propensione ad essere laboratorio per la città, magari in ambito sanitario con la prossima apertura del nuovo poliambulatorio nel comprensorio popolare di Via Duca degli Abruzzi. Ma Muciaccia avanza anche un’altra idea: la creazione di cooperative per la raccolta differenziata, affinché si risolvano due problemi in un solo colpo, la mancanza di lavoro e la pulizia delle strade.
Madonnella: dove siamo, chi siamo e quanti siamo? Possiamo tracciare una mappa del quartiere?
“E’ la cosa più facile da fare: Madonnella è un perfetto triangolo che parte da Corso Cavour, lato Camera di Commercio, fino al ponte di Viale Unità d’Italia, segue il lato della ferrovia e dall’altra parte c’è il mare. Il vertice è in Punta Perotti. E’ uno dei quartieri più interessanti della città per il suo mix urbanistico, palazzi pubblici di prestigio e edilizia signorile: contemporaneamente a Madonnella si trova l’enclave fortemente degradata del complesso Duca degli Abruzzi che si aggiunge ad altre situazioni difficili dal punto di vista urbanistico e sociale come quelle di Via Michelangelo Signorile e di una parte di Viale Imperatore Traiano. Al quartiere Madonnella vivono agiati borghesi, intellettuali, artisti ma anche tante persone che vivono male il rapporto con la città. Siamo in 17.000 con un 40% di popolazione sopra i sessantacinque anni.
Questa situazione socio-urbanistica comporta dei problemi: Madonnella rispetto ad altre realtà era considerata privilegiata rispetto al resto della città ma si sono trascurate questioni pesanti. Mi sono dovuto dare un metodo nel governo della circoscrizione: da qui l’attenzione a coloro che non avevano voce o avevano voce flebile. La prima visita che ho fatto è stata alla scuola materna, un lager al centro delle case popolari, un primo piano buio, con le grate alle finestre e la luce artificiale tutto il giorno. Un posto dove non si poteva giocare: la prima battaglia l’abbiamo vinta con i cittadini. Adesso la scuola materna Regina Margherita è in Piazza Balenzano, aule grandi e spaziose dove i nostri bambini possono vivere e giocare.
Presidente cosa mi dice dell’anima multiculturale del quartiere?
E’ la più grande risorsa che abbiamo: questo è il quartiere della Pace, dell’Accoglienza, dove si incrociano culture, religioni. Non si ha idea di quante siano. Stiamo spingendo una serie di progetti in grado di sollecitare lo scambio: non mi piace la parola integrazione, perché non c’è nulla da integrare. Abbiamo finanziato dei concerti di musica multietnica con Giardini in Festa e abbiamo ottenuto un doppio risultato, cioè far riscoprire ai cittadini del Madonnella Piazza Balenzano.
Piano del traffico per il centro città? Quartiere Libertà e Madonnella come zone cuscinetto: lei si è dichiarato non a favore?
No, non ho ancora visto il provvedimento (perché non è ancora pronto ndr). Per quello che so e a seguito di un incontro tra l’Assessore Decaro e i residenti l’idea della zona blu è quella di fare dei parcheggi di pertinenza per i residenti, e di dare a costo agevolato un posto macchina a residente con l’opzione di un altro posto a pagamento completo. Dopodichè dedicare il resto dei parcheggi per la rotazione. Non credo di essermi espresso in termini negativi, salvo poi capire come sarà sviluppata la cosa, e neanche i cittadini sono così negativi rispetto a questa ipotesi.
Questo è solo un passaggio: dobbiamo puntare, come è successo con il Park and Ride di Pane e Pomodoro a moduli complessi. Non possiamo puntare ad una sola soluzione: penso a delle piste ciclabili dove i ragazzi possano anche andare in motorino e ad una educazione alla mobilità dei dipendenti pubblici che lavorano nel nostro quartiere. Più volte abbiamo sollecitato agli enti (Regione, Provincia, Inps e Forze Armate ndr) l’istituzione del mobility manager, ma molti non ci hanno risposto o ci hanno detto che non ce l’hanno.
Quasi due mesi fa Michele Lopez è morto nel suo pub di Madonnella. Adesso per non perdere questo patrimonio che è il Joy’s cosa si può fare?
L’ho dichiarato pubblicamente: la morte di Michele è una ferita familiare, lui era un fratello per i cittadini del quartiere. Ne abbiamo avuto la certezza quando durante la manifestazione dopo aver attraversato il centro quasi nell’indifferenza, entrando a Madonnella si respirava un’aria sacra, con le serrande abbassate e una folla immensa. La morte di Michele deve essere un momento di reazione del quartiere. Con il questore Gratteri, ormai prossimo ad andare via, avevamo ipotizzato di far conoscere meglio al quartiere Dora e Luca, i due poliziotti di quartiere, che già di per se lavoravano bene, camminando tra la gente e entrando nelle scuole, e quindi monitoravano tensioni e disagi. Sulla scorta di questa iniziativa spontanea abbiamo messo in piedi il progetto Sicurezza e Solidarietà. Tornando al Joy’s bisogna rispettare la volontà dei proprietari anche se io ho sollecitato a tenere aperto il pub. Vorrei fare un’assemblea circoscrizionale simbolica all’interno del locale per lanciare l’idea che il quartiere è anche in quel pub e poi continuare a farne, come lo è sempre stato (in concerto con il privato), un luogo di incontro di generazioni, un simbolo dello scambio delle differenze. Se non si dovesse riaprire come pub così come Punta Perotti è diventato il luogo della legalità bisogna pensare a fare di quel pub un luogo della sicurezza.
Condotta Matteotti: ogni estate, al primo acquazzone, lo sversamento in mare causa la chiusura di Pane e Pomodoro. Il tavolo tecnico tra i vari enti competenti ha iniziato a lavorare. Qual è l’idea di Muciaccia sul problema?
Durante il sacco degli anni ’60, quando venne costruita selvaggiamente tutta la parte sud del Madonella, non vennero rispettate le norme che prevedevano la differenziazione tra acque bianche e nere. A questo si aggiunge l’obsolescenza delle condotte. E’ un problema non più eludibile: sono stato anche polemico contro l’amministrazione quest’estate all’ennesima chiusura della spiaggia. In due anni, faccio autocritica, un governo quantomeno un’ipotesi di soluzione dovrebbe averla già.
E’ un problema che deve coinvolgere tutte le istituzioni deputate.
Qual è un problema da risolvere nel più breve tempo possibile?
Una risposta alta e forte alle necessità vitali dei cittadini: noi elargiamo dei contributi vergognosi. Abbiamo contributi ordinari per risolvere bollette della luce o il distacco del gas per i quali possiamo erogare dai 50 ai 60 Euro. In casi di sfratto o di decesso arriviamo a 350 Euro: questo è insopportabile, non da risposta a nulla, acuisce le tensioni e non risolve alcun problema. Mi sono fatto promotore nei confronti del Sindaco di un’elaborazione di un piano strategico sulle necessità vitali dei cittadini. Madonnella forse non ha problemi urgenti come Enziteto o Japigia ma esistono e sono drammatici. Bisogna prevenire le situazioni limite.
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