Peppino Caldarola: “Nessun partito democratico senza socialismo”

“Non siamo demo-scettici. Vogliamo potenziare la componente socialista dell’Ulivo”
In platea entra tutto trafelato perché rimasto chiuso in bagno. La maniglia della porta non funzionava. A salvarlo un giornalista Rai in aspettativa. Anche lui, per fortuna, richiamato dalla toilette. Peppino Caldarola ci scherza su, ma quando il convegno dei Socialisti Unitari ha inizio, il deputato Ds non lesina parole dure nei confronti della sua segreteria: “Il partito democratico non si costruisce a sassate. Piero Fassino ha indicato il 2009 come anno di costituzione del nuovo soggetto politico sul quale io ritengo non siano ancora maturati i tempi per compiere davvero scelte condivise”. E sullo scadenzario proposto dallo stesso Fassino, Peppino Caldarola ritiene "si debba tornare indietro se non si vuole che quello del 2007 diventi l’ultimo congresso Ds"
Tra tutte le questioni in ballo, Caldarola ne ribadisce una con forza: “Non siamo disposti a rinunciare all’identità socialista che connota il nostro partito, l’adesione al Pse (Partito socialista europeo, ndr) è per noi irrinunciabile”.
Il congresso Ds si svolgerà l’anno prossimo. E la divisione in seno al partito circa i suoi futuri disegni politici non lasciano ben sperare a quella unità d’intenti richiesta una settimana fa da Massimo D’Alema durante il congresso Ds a Bari.
Infatti, oltre la linea del segretario Piero Fassino, ci sono altre due posizioni capeggiate rispettivamente dall’ attuale ministro dell’Università Fabio Mussi e dal senatore Gavino Angius (quest’ultimo assente nel congresso di ieri per impegni istituzionali).
Mentre i primi (la famosa ala del correntone) sono contrari all’idea di costituire un nuovo soggetto politico quale il partito democratico, i secondi rifiutano etichette di sorta e sono pronti al dialogo con La Margherita purchè il partito democratico si collochi nel Pse. Su questo Caldarola non ammette mal interpretazioni: “Veniamo definiti demo-scettici, non è vero. E’giusto ribadire che noi aderiamo al quel progetto politico racchiuso nell’Ulivo. Su questo riteniamo sia giusto rafforzare la componente socialista che il partito democratico, così come si stanno produecendo le discussioni nelle segreterie, esita a definire prioritario nella sua collocazione europea”.
Ferma la posizione sul tema della laicità e dei problemi etici: “Condivido con Fassino che il tema etico rappresenta uno dei problemi più grandi da affrontare per il nuovo partito. Io penso che la laicità debba consistere nel dare pari opportunità a tutti senza legiferare in nome di una fede. C’è una sorta di fondamentalismo cattolico che cerca in tutti modi di voler inserire una cattedra etica nelle decisioni dello Stato. Non possiamo essere d’accordo”.
Infine, in vista del prossimo congresso, Peppino Caldarola chiama a raccolta il suo partito “ad essere attenti e a non confondere la propria identità con qualcosa di non meglio precisato che rischia di trasformarsi nel caos”.
In tal caso, anche per un non cattolico come lui, “solo Dio potrebbe risolvere l’informe magma politico venuto a formarsi in qualcosa di compiuto”.
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