Mutui agevolati per i precari pugliesi

La Redazione

Barbanente: “Iniziativa importante in una fase di risorse limitate”

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E’ stato firmato ieri alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Barletta, Andria, il protocollo d’intesa tra Regione, Anci, Comuni aderenti e Associazione Bancaria Italiana – commissione regionale Puglia per l’erogazione di finanziamenti a lavoratori dipendenti e atipici con età massima di 40 anni e con reddito complessivo inferiore a 40mila euro che difficilmente possono accedere a finanziamenti pubblici, peraltro molto carenti. Le banche potranno così favorire l’accesso al credito per l’acquisto della casa di prima abitazione con prodotti specificamente studiati per gli under 40 dipendenti e atipici con meno di 15.000 euro di reddito annuo.

I comuni metteranno a disposizione plafond e prevederanno specifiche regole d’accesso al credito anche mediante la costituzione di meccanismi di garanzia. Per Riccardo Sora, direttore generale di Banca Carime e presidente della commissione regionale ABI, “si tratta di un accordo volto a soddisfare un mercato, quello dei lavoratori con reddito modesto che però aspirano ad avere una casa di proprietà. L’accordo è una cornice nella quale potranno essere sottoscritte convenzioni con gli enti locali”.

Per l’assessore regionale all’assetto del territorio, Angela Barbanente, “bisogna sottolineare il carattere non simbolico dell’iniziativa, in una fase in cui le risorse pubbliche sono terribilmente limitate. La Regione svolge così il ruolo di coordinamento degli enti locali perché questi si impegnino, con il concorso dei privati, delle aziende bancarie presenti sul territorio, per la soluzione di problemi drammatici come quello dell’abitazione”.

Tra i comuni aderenti al protocollo mancano Trani e Taranto, attualmente commissariati, ma che potranno aderire in un secondo momento. L’assessore Barbanente ha poi posto l’accento sul “no” alla dismissione del patrimonio pubblico abitativo, perché la dismissione del patrimonio pubblico è lo strumento più facile, ma anche più disastroso per le politiche abitative, specie in una regione dove solo il 4% delle abitazioni è pubblica. Dismettere significa impedire a chi ha bassi redditi di accedere alle abitazioni in mancanza di un mercato privato a basso prezzo e invece interessato da fenomeni di “bolla speculativa”.

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