Bari: la Sinistra dei Ds si prepara al congresso nazionale

Danilo Calabrese

Michele Ventricelli: “Dobbiamo dialogare con i cattolici, ma non dobbiamo perdere la nostra identità”

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La Sinistra dei Ds si sta mobilitando. Riuniti a Bari in un congresso, cui hanno partecipato l’on. Alba Sasso, il consigliere regionale, Michele Ventricelli, e il Segretario Confederale nazionale Cgil, Paolo Nerozzi, hanno discusso dei passi da fare per arrivare preparati al congresso nazionale. Il 13 dicembre si saprà la data, ma quasi sicuramente il momento più importante, che segnerà la svolta del partito, si terrà ad aprile. Gli avvenimenti dei giorni scorsi (il secco rifiuto de La Margherita di entrare a far parte del Partito Socialista Europeo) rendono il cammino verso la costituzione del Partito Democratico più che tortuoso, ma i giorni passano e i vertici nazionali delle due anime del centrosinistra di tornare indietro non ne vogliono proprio sapere.
 
“L’iniziativa di oggi”(ieri ndr), ha affermato Michele Ventricelli, “si aggiunge alle altre, nate per partecipare attivamente all’iter congressuale”. L’area “radicale” diessina non vuole farsi trovare impreparata. Per questo ha redatto un documento, Per il Socialismo del futuro, il quale diventerà presto una mozione da presentare al congresso del prossimo anno. “Come stiamo facendo da tempo”, continua Ventricelli, “per noi è necessario dialogare con le forze cattoliche del paese per governare e per avere un confronto costruttivo, ma siamo contrari alla costituzione di questo nuovo partito. Nessuno deve perdere la propria identità”.

 

Certo, le diversità tra Ds e Dl non sono frutto di pura immaginazione solo di questa parte del maggior partito dell’Unione, come più volte è emerso anche tra gli ex democristiani. “L’episodio dell’entrata nel Pse”, dice Ventricelli, “riguarda le posizioni politiche in Europa, ma anche in Italia ci sono delle enormi diversità. Dalla questione della laicità sino ad arrivare al lavoro. Poi, saremmo di fronte ad una grande anomalia in Italia, che diventerebbe unico paese europeo senza un grande partito socialista”. L’area a sinistra, insomma, non ha alcuna voglia di mollare e, soprattutto, di cancellare il suo partito, che ha subito e subirà certamente delle trasformazioni, ma che, a detta loro,  non deve soccombere. “Mai come in questo momento”, afferma ancora Ventricelli, “bisogna guardare alle tematiche sociali e civili da sinistra”.
 
Sull’argomento della settimana, invece, nessuna difformità con quanto affermato dai dirigenti regionali del partito. “Prendiamo atto delle dimissioni di Petrella”, conclude Michele Ventricelli, “ma l’Aqp deve andare avanti. Si può pensare al fatto che sia una Spa, ma sempre nell’ambito di una gestione pubblica, rispettando i parametri di economicità e di efficienza”. Riguardo alla nomina del nuovo presidente, da queste parti viene smentita la candidatura di Di Pietrangelo, fornita dalla stampa in questi giorni, in quanto nome non avanzato dal partito. Mentre, l’ipotesi Tatò non dispiace affatto, perché “darebbe un vero cambio di marcia all’ente, trattandosi di un personaggio di tutto rispetto”.          

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