Auditorium, firmato il protocollo d’intesa

Antonio Scotti

Ancora incertezza sui tempi dei lavori. Fabio Mussi: “In un anno dovremmo farcela”

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Ed ora, via ai lavori. E’ stato firmato nel pomeriggio di ieri il tanto sospirato protocollo d’intesa tra enti locali e il Conservatorio Niccolò Piccinni  per la riapertura dell’auditorium Nino Rota.

Il semaforo verde per l’inizio delle operazioni di restauro strutturale e funzionale è scattato dopo quindici anni in cui la struttura è rimasta chiusa. Nel dicembre del ’91, infatti, il Nino Rota ha ospitato il suo ultimo concerto dedicato ad Ennio Morricone. Dopo il silenzio. Anni in cui la memoria storica di quello che ha rappresento l’auditorium nel panorama culturale nazionale ha rischiato di scomparire con l’incedere del tempo.  Ora a sancire l’esecutività dell’accordo è arrivato il ministro dell’Università Fabio Mussi, a Bari per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università.

Tra i presenti anche la vice presidente della commissione Cultura alla Camera dei deputati Alba Sasso, il vice presidente della Provincia di Bari Onofrio Sisto e l’assessore regionale per il diritto allo studio Domenico Lomelo.

Per l’attuazione degli interventi previsti per il recupero strutturale e funzionale del Nino Rota è stata preventivata una spesa pari a 9 milioni di euro. La maggioranza delle risorse proverrà dalla Provincia di Bari, che impegnerà per il recupero dell’auditorium circa 3 milioni 600 mila euro. A seguire la Regione Puglia con 2 milioni 840 mila euro ed infine il Ministero dell’Università con 2 milioni di euro.
“Questa sera non sono venuto a fare un dono a nessuno di voi in particolare
–  ha affermato sorridente Fabio Mussi – ma per fare un regalo all’intero paese, perché l’auditorium di Bari rappresenta una delle più belle risorse al servizio della musica presenti in Italia”.
Sempre dal ministero, si legge nel protocollo d’intesa, si provvederà con gli ordinari stanziamenti di bilancio ad erogare al Conservatorio le attrezzatura necessarie per il funzionamento del Nino Rota.

In pratica i soldi ci sono e il progetto esecutivo di restauro redatto dal Politecnico di Bari è stato già accettato dalle parti. Ciò che manca è la gara d’appalto che darà inizio ai lavori. L’auspicio è di riaprire il Nino Rota entro 12 mesi. Ma nel protocollo d’intesa  non si legge nulla sulla data conclusiva dei lavori.

Fabio Mussi, però, è sicuro di una cosa: “Io penso che nel giro di un anno ce la possiamo fare, manca ancora qualcosa ma sono più che fiducioso. D’altronde – continua il ministro – abbiamo il dovere di  tutelare la bellezza del nostro paese in ogni forma. Il mondo ci ammira, guarda alle intelligenze del nostro paese,  studia i nostri compositori  musicali e pertanto luoghi come l’auditorium di Bari devono essere conservati se si vuole mantenere vivo in Italia il desiderio di bellezza che ci contraddistingue”.


Sui tempi l’assessore regionale per il diritto allo studio Lomelo usa parole drastiche, ma precise: “Non ci sono più alibi, c’è tutto ed ora si tratta di mettersi a lavorare per sveltire le ultima faccende burocratiche”.
Marco Renzi
, direttore del Conservatorio, si augura “che il Nino Rota possa presto essere consegnato ai suoi allievi, per anni umiliati e costretti a presentare i propri lavori senza poter sfruttare quanto lo stesso Conservatorio metteva loro a disposizione”.
Congratulazioni sono anche arrivate dal sindaco della città, Michele Emiliano. Quest’ultimo ha anche anticipato che nei prossimi giorni si potrà, con molta probabilità, avere notizia di una riduzione dei tempi di restauro del teatro Petruzzelli: “Non posso ancora dire nulla – ha affermato – Quello che dico è che l’Auditorium insieme al Petruzzelli riporteranno a Bari quella grande tradizione musicale che per anni è stata il suo fiore all’occhiello”.

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