Le nuove politiche sociali pugliesi

Gentile: “Confermiamo la nostra condizione di laboratorio politico”
Pronta la prima dote per i nuovi nati pugliesi. “Ma non confondiamola con il bonus bebè della giunta Fitto o del governo Berlusconi”. L’assessore alla solidarietà e politiche sociali, Elena Gentile, tiene a precisare che non si tratta “di un assegno una tantum, ma di un vero e proprio intervento che accompagna i primi anni di vita del bambino, dalla nascita fino a tre anni”. Un esperimento unico in Italia, destinato a far scuola e ad anticipare lo stesso governo nazionale, che lo utilizzerà come punto di riferimento per le proprie politiche sociali. “Una soddisfazione ancor più grande”, ha affermato l’assessore, “perché è un provvedimento nato da uno sforzo enorme, che conferma nuovamente la nostra condizione di laboratorio politico”.
Entro la fine di dicembre, i 5.000.000 di euro a disposizione per quest’anno, già ripartiti tra i comuni pugliesi, verranno trasferiti e gli enti locali stessi dovranno pubblicare, non oltre i 60 giorni, i bandi di selezione per le famiglie. “La mensilità”, ha precisato Gentile, “non potrà superare le 200 euro per un totale di 2.400 euro l’anno. Potranno partecipare le famiglie con un reddito basso e un alto numero di bambini a carico”. Una somma, che durante il primo anno è legata alla sperimentazione del corretto funzionamento e servirà per stabilire entità e modalità future di erogazione, attraverso ulteriori risorse regionali e quelle attribuite dalla legge finanziaria ai servizi di prima infanzia (350 milioni).
Saranno, quindi, 2.000 i nuclei familiari a beneficiare dell’assegno, che si inquadra in una politica di welfare ben più articolata. “Abbiamo già avviato”, ha dichiarato Elena Gentile, “azioni a sostegno della nascita di asili nido, centri ludici per la prima infanzia e processi educativi e formativi. La Regione Puglia sta per finanziare con 3 milioni di euro i primi progetti dei Comuni in questo senso. Inoltre, bandiremo altri 16 milioni per altre nuove realizzazioni per la prima infanzia”. Non solo asili nido pubblici, ma anche privati. Come quelli aziendali. In attesa di uno nella sede della Regione, come auspica Elena Gentile, il primo fra tutti sarà eseguito nella S.e.a.p. e, a breve, nell’insediamento industriale “Cicolella” a Candela, in Capitanata, dove lavoreranno circa trecento donne.
Il tutto si può leggere come un’anticipazione del documento strategico regionale 2007-2013, che fungerà da faro per la spesa del nuovo ciclo di fondi europei. Stesso discorso per l’altra iniziativa, quella a sostegno di “persone non autosufficienti”. Si tratta di un sussidio mensile di 500 euro (6.000 l’anno) in favore di cittadini pugliesi poco abbienti, al fine di sostenere il carico di lavoro cui sono sottoposte le famiglie con un membro non autosufficiente, anziano o disabile, e diretto all’acquisto di servizi specifici. I fondi per il 2007 ammontano a 10 milioni di euro, di cui potranno usufruirne circa 1.700 nuclei familiari già da febbraio, tempi burocratici permettendo.
“In un quadro di straordinarie ristrettezze economiche”, ha spiegato il Presidente pugliese, Nichi Vendola, “la Regione Puglia decide di implementare la rete dei servizi sociali, non in un’ottica restauratrice e assistenziale, ma in una nuova prospettiva riformatrice, provando a immaginare percorsi di una futura autosufficienza e valorizzazione della persona”. Insomma, una doppia scommessa. “Investimenti significativi sui servizi sociali”, ha affermato Vendola, “dopo una fase di affanno in questo settore, da un lato, e ricerca costante di una spesa di qualità, dall’altro”.
Nichi Vendola chiarisce anche un altro aspetto della vicenda, quello sollevato nei giorni scorsi dal consigliere regionale d’opposizione Silvestris (An), che ha denunciato l’inutilità di questi strumenti in mancanza di un regolamento sui servizi sociali. “Voglio ricordare”, ha risposto, “che il trasferimento delle risorse prescinde dall’approvazione del regolamento, che, comunque, avverrà a breve, dopo la doverosa chiusura del confronto e della concertazione con l’Anci pugliese”.
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