Fronte Comune: problemi e dubbi da AN e Margherita

Antonella Ardito

Il consigliere Melchiorre chiederà una discussione in consiglio sulla questione Corte dei Conti

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Filippo Melchiorre continua a chiedere chiarezza: nei giorni scorsi la querelle sulle mancate comunicazioni  al Consiglio Comunale del carteggio tra la Corte dei conti e la Ragioneria del Comune di Bari aveva provocato le ire del neo assessore all’economia Cinzia Capano.
Sul banco degli imputati il patto di stabilità non rispettato dal Comune di Bari in merito all’esercizio corrente e in conto capitale de Bilancio e una parte di spesa accreditata alla parte sociale per 531.000 euro ma che in realtà riguarda corsi di perfezionamento e indennità di servizio per il personale del comune. Ma anche il comportamento di Francesco Catanese, capo della Ragioneria, del quale il capogruppo di AN ha cheisto le dimissioni.  “Non si può parlare di trasparenza quando l’assise comunale non sapeva nulla di questo carteggio che andava avanti da settembre” afferma Melchiorre. “Dicono che va tutto bene ma intanto stanno emendando il Bilancio, ma oggi pomeriggio in consiglio chiederemo lumi al Sindaco e all’Assessore Capano”.

Dalla Margherita invece si conferma la situazione di stallo: Maiorano e Monno riuniti in consesso con il segretario cittadino Servodio, decidono di andare avanti con il rispetto delle regole. Chi entra (o potrebbe entrare, cioè Cassano, Anaclerio e Vitale della “Margherita per l’Ulivo”) deve aderire in toto ai dettami del partito, che prevede una distribuzione di cariche a seconda dell’anzianità e del numero di voti ottenuti.
Il risultato attuale è solo di grande nervosismo all’interno di tutta la maggioranza che sostiene Michele Emiliano: dalle colonne di Repubblica il Sindaco ha chiesto chiarezza e ha imposto un aut aut al gruppo guidato dalla Servodio e ai tre che fanno capo a Boccia e alla corrente più prodiana del partito.
Intanto la nomina di Monno ad assessore alle Aziende partecipate è in stand by e Martinelli (vicino a Boccia e lontanissimo da Monno, quasi non si parlano) ha rimesso la sua delega nelle mani del Sindaco.

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