Sinistra Ds: quel partito non s’ha da fare

Danilo Calabrese

Ventricelli: “Noi non siamo scissionisti e non vogliamo lo scioglimento del partito”

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Il correntone non esiste più. Lo ha annunciato giorni fa il Ministro Mussi. Ma all’interno dei Democratici di sinistra, le tre aree “estremiste” del partito (correntone appunto, quella legata a Cesare Salvi e l’area ecologista), oggi unite nella Sinistra Ds, fanno scudo per non cedere alle “decisioni verticistiche, che rischiano di strangolare il dibattito tra le diverse posizioni interne”. Nell’auletta al primo piano di via Capruzzi parlano chiaro l’on. Alba Sasso, Michele Ventricelli e Gigi Spedicato, membro della segreteria pugliese Ds, ed esprimono inquietudine per quanto sta accadendo in Puglia.

“Siamo molto preoccupati”, ha affermato Spedicato, “per un evento che si terrà domani. E’ stata convocata un’assemblea regionale dei segretari delle sezioni Ds, organismo che non esiste”.
Un insolito quanto strano incontro, che rischia di tagliare fuori dai giochi l’ala più a sinistra del partito. Ma, soprattutto, una brusca sterzata verso la costituzione del Partito Democratico. Argomento, che verrà ampiamente discusso, nei due appuntamenti decisivi per la sorte della formazione politica: il consiglio nazionale slittato dal 27 di questo mese al 18 dicembre, in cui verranno definite le regole per lo svolgimento del futuro congresso, l’altro evento importante, in programma ad aprile.

“Noi vogliamo far conoscere meglio”, ha detto Venticelli, “la piattaforma programmatica della sinistra diessina, sempre più larga, e dire no allo scioglimento del partito”. I temi da porre al centro del dibattito, per Venticelli, sono il lavoro, la laicità, la pace e la libertà prima di tutto. “Questioni”, ha detto Ventricelli, “su cui ci sono divisioni evidenti tra Ds e Margherita, all’interno della quale si sta sviluppando una netta contrapposizione al Partito Democratico”. Scetticismo sempre più diffuso anche nel partito di D’Alema e compagni.

Il Socialismo del futuro, ovvero l’idea di un socialismo nuovo, moderno, è l’obiettivo verso il quale dirigere gli sforzi e le attenzioni diessine. “Questa è la battaglia da condurre nella concretezza delle posizioni”, ha continuato Ventricelli, “unica a salvaguardare le diversità interne”.
Posto strano la Puglia, luogo in cui il nuovo grande partito politico ha già mosso i suoi primi passi. Allo stesso tempo, laboratorio di un modo innovativo di gestire la cosa pubblica, dove attraverso la giunta Vendola si chiede una vera svolta a sinistra. Ma la spaccatura definitiva dei Ds sembra essere ormai dietro l’angolo. Motivo per cui Ventricelli avverte: “Noi non siamo scissionisti, crediamo nel confronto e rivendichiamo la democrazia interna”.

Stesso concetto ribadito dall’on. Alba Sasso, secondo la quale “se i partiti divorziano dall’etica diventano autoreferenziali. In questo modo non rappresentiamo più nessuno”. Rispetto a questo problema, Alba Sasso ha chiesto “un congresso vero, durante il quale gli iscritti devono essere chiamati a discutere”. Senza rigonfiamenti, per quanto riguarda il numero di tesserati, o discorsi slegati dai dibattiti nelle sezioni.

Tre i punti, posti come irrinunciabili dalla Sinistra Ds: la votazione a scrutinio segreto a tutti i livelli, la verifica dell’anagrafe degli iscritti col controllo dell’assoluta regolarità del tesseramento da parte delle commissioni di garanzia e l’equa distribuzione delle risorse economiche, indispensabili ad affrontare la campagna congressuale, tra le differenti anime diessine. Un luogo in cui discuterli prima prima del consiglio nazionale: all’Hotel Excelsior di Bari l’11 dicembre. E un obbligo morale. “La vera urgenza”, ha concluso Alba Sasso, “è il sostegno al governo di Romano Prodi”.
Forse l’unico a volere davvero il Partito Democratico. 

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