Così è, se mi pare

I figli, Dario Fo, la parentesi amministrativa e un buon piatto di lenticchie. Ma anche il Cinema anni Settanta, il senso dell’amicizia e la paura di andare in aereo. Molte risposte facete e qualcuna
Per l’intervista del martedì, oggi tocca a un grande dello spettacolo italiano, che proprio ieri ha fornito l’ennesima grande prova attoriale nella miniserie “Il padre delle spose”.
Reprimo l’impulso di chiedergli se si senta un “barese che conta” perché sono matematicamente certa che mi risponderebbe “come no, 1, 2, 3, 4…”. Lascio perdere e cerco di dare una sterzata seria all’intervista. Poi mi rassegno perché Gianni Ciardo, 57 anni, cinque figli ed un nipotino, fa come vuole. Dunque opto per una conversazione surreale con chi, magari suo malgrado ma soprattutto senza falsa modestia, è l’indiscusso caposcuola della comicità barese.
La prima domanda non è rivolta all’attore, ma all’ex assessore alla cultura di un comune capoluogo come Taranto: a Bari si fa cultura? E, soprattutto, c’è cultura?
“Non lo so”
Le pesa essere un caposcuola, uno che ha aperto una strada ai comici della sua e delle generazioni successive?
“Sì… mi pesa, perché ho capito la differenza che c’è fra comici e spiritosi”
Si ritiene migliore come attore di teatro, comico televisivo o compositore?
“Mi ritengo migliore come…libero!”
All’inizio degli anni Ottanta, quando Dario Fo era ben lontano da vincere il Nobel ed era ancora considerato “off” in determinati ambienti, lei lo portò in scena, per più di una stagione, con più di un lavoro, e penso a “Gli imbianchini non hanno ricordi” e a “La Marcolfa”. Fu una sfida culturale o una provocazione?
“Fu solo una circostanza e con l’impegno uguale alle altre cose che ho fatto!”
E’ vero che ha paura di volare in aereo?
“Non vado solo perché non mi fanno guidare!”
La nuova Finanziaria potrebbe mettere, definitivamente, la parola fine alla querelle per la ricostruzione del Petruzzelli. L’esproprio e la relativa liquidazione delle eredi potrebbe segnare un punto di svolta. Ma lei ha dichiarato, in passato, che mai nessuno potrà restituire a Bari “quel” Petruzzelli. Lo crede ancora?
“Non sono cazzi nostri, o meglio miei!”
Leone di Lernia è andato sull’Isola dei Famosi ed una ottenuto una passata di smalto alla sua popolarità, anche se gli è costato persino un ricovero in ospedale. Lei andrebbe sull’Isola per vivere un bagno di popolarità così grande?
“No…perché non c’è il bagno con i suoi comfort!”
Quentin Tarantino ha sdoganato i film degli anni Settanta, ma è solo l’ultimo di una serie di giudizi di rivalutazione di quel momento del Cinema italiano. Lei che ne è stato protagonista, cosa pensa?
“…Ma che ne so!”
E’ più facile far ridere o far piangere la gente?
“…Ma che ne so!”
“Cosa odia di Bari?”
…Ma che ne so!
E cosa ama?
“… Pasta e lenticchie!”
Che tipo di amico è?
“…amico puro e nemico crudele!”
Molti nemici molto onore?
“…cazzate”
A quasi sessant’anni, papà di cinque figli, nonno: le manca qualcosa?
“No! Io ho avuto tutto quello che ho voluto”
Potendo, consiglierebbe ai suoi figli un lavoro “sicuro”?
“NO!!!”
Chi è Gianni Ciardo?
“Gianni è Felice, Ciardo è Felice a felice”
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