Il Pdci attacca Vendola

Danilo Calabrese

Valente: “O si cambia o prendiamo le distanze”

0 commenta

Nichi Vendola piace sempre meno. Tra i contestatori nella stessa coalizione si rifanno vivi i comunisti italiani, sempre meno disposti a sopportare “la cultura della gestione delle poltrone in favore degli amici”. Giovanni Valente, segretario regionale del Pdci, rivolge parole pesanti alla coalizione di centrosinistra pugliese, ma, soprattutto, al suo leader. “Siamo fortemente critici nei confronti del lavoro della giunta regionale e del presidente Vendola. Non si può decidere la gestione del personale dirigente con i consiglieri o gli assessori. Ma solo all’interno della coalizione”.

La denuncia del segretario Valente, seguita a quella di due giorni fa del segretario regionale Cgil, Mimmo Pantaleo, pone i riflettori anche sulla “mortificazione” subita dai dipendenti della regione Puglia, cui era stata promessa una concreta crescita professionale. “Condividiamo le preoccupazioni della Cgil”, afferma Valente, “che richiede una differente e condivisa gestione delle risorse e della costruzione del personale professionale disponibile”.

Gli incarichi manageriali esterni per l’innovazione della macchina burocratica regionale, a dir la verità, sono stati tanti in questo anno e mezzo di governo. E “la responsabilità, istituzionale e politica, è soprattutto dei Ds e della Margherita, i due maggiori partiti dell’Unione, e di Rifondazione comunista”, dichiara Valente, che evidenzia la mancanza di risposte efficaci su altre questioni importanti. Come l’Acquedotto pugliese. “Avevamo deciso”, dichiara il segretario regionale, “di lasciare tutto nelle mani di Vendola per la necessità di un vero cambiamento. Ma non è cambiato nulla”.

Non solo. “Sanità, sistema dei trasporti, servizi: cosa è cambiato?. Stesso discorso”, continua, “vale per il trasferimento di competenze agli enti locali. Tutto è ancora nelle mani del governo regionale. Su questo pure Divella ha minacciato di la rottura, se non si inverte la rotta”.
Dunque, il Pdci, orfano di rappresentanti nella giunta regionale, sottolinea la propria autonomia nelle scelte politiche, ponendo l’accento sulla diversità tra la propria cultura e quella “cultura della politica di potere, per niente condivisa”.
 
Valente, però, precisa: “Il nostro è un richiamo all’unità della coalizione. Ma è necessario che capiscano che tutte le questioni di governo devono passare dai partiti oppure noi comunisti italiani inizieremo a prendere le dovute distanze”. La prova della verità si avrà molto presto: il tavolo del centrosinistra pugliese è stato convocato per il 13 di questo mese.

“I nostri concittadini”, conclude Giovanni Valente, “non vogliono più ascoltare solo poesie. Vogliono vedere un cambiamento, che ad oggi noi non abbiamo ancora visto”.
La parola a Nichi Vendola.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!