Bari-Auschwitz: il Viaggio della Memoria

Danilo Calabrese

Al rientro dal viaggio, dal 10 al 12 novembre, verranno pubblicate le dichiarazioni lasciate dai giovani sul Treno della Memoria

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Riparte Mai più, questa volta per concludere il suo viaggio. Il progetto promosso dall’amministrazione regionale, che con il Treno della Memoria ha attraversato all’inizio dell’anno tutta la Puglia per ricordare la tragedia dell’olocausto, approda ad Auschwitz. E’ lì che dal 10 al 12 novembre porterà 170 studenti pugliesi di scuola secondaria superiore provenienti dalle sei province. Il Viaggio della Memoria, che chiude un evento cominciato esattamente un anno fa, consentirà agli alunni e ai loro accompagnatori di visitare la sala cinematografica del museo di Auschwitz, il campo di concentramento di Birkenau e il ghetto di Cracovia. Incontreranno anche  alcuni rappresentanti della comunità ebraica indigena.

Ieri la consegna dei voucher per il volo diretto in Polonia nella sala riunioni della sede del consiglio regionale di Via Capruzzi. E l’annuncio: ad accompagnare i ragazzi saranno Nichi Vendola, Presidente della giunta regionale, Pietro Pepe, Presidente del consiglio, Silvia Godelli, Assessore alla cultura e al Mediterraneo, e il comitato scientifico del progetto. “Un’esperienza nuova per noi”, ha affermato Silvia Godelli, “che siamo stati a contatto diretto con i sopravvissuti alla shoah. Non credo sarà facile”.

Ma allo stesso tempo è un’opportunità da non perdere per la Regione Puglia che “per la prima volta non soltanto intraprende un’iniziativa organica e massiccia sulla memoria della shoah, ma soprattutto si fa carico della responsabilità morale di condurre quasi 200 giovani pugliesi in un campo di concentramento”, ha sottolineato l’Assessore regionale alla cultura. E i ragazzi, dal canto loro, si troveranno fisicamente in quei luoghi di morte, che hanno potuto osservare da molto lontano solo sui libri o attraverso il materiale visivo e multimediale presente sul treno.

“Ricordo ancora le facce degli studenti”, ha detto Pietro Pepe, “quando salivano sul Treno della Memoria e le stesse quando uscivano. Erano completamente turbati”. E’ nello spirito della riflessione, soprattutto all’interno della scuola, che si conclude l’iniziativa, che ha contato sui vagoni di quel treno più di 35.000 visitatori, per la maggior parte giovanissimi, dal 9 gennaio all’8 febbraio scorso.

Le istituzioni alla fine dell’incontro hanno promesso che questa non è la conclusione di un percorso culturale, che ha tardato fin troppo il suo principio. “Abbiamo deciso”, ha dichiarato l’assessore Godelli, “di finanziare la pubblicazione di un libretto in cui saranno resi pubblici i pensieri che i giovani hanno lasciato sul treno. Siamo assolutamente determinati nel continuare a trasmettere l’importanza della memoria e cercheremo di capire le giuste modalità di attuazione”.

Idea diversa, ma identico principio per il direttore dell’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, Vito Antonio Leuzzi. “Non si tratta di un momento conclusivo, ma di una nuova fase di attenzione e interesse, innanzitutto da parte delle istituzioni. Credo che ora si possa istituire anche una banca della memoria”. 

Intanto, pensando al ritorno, si è considerata l’idea di allestire uno spazio nella sala Murat per fornire un resoconto della toccante esperienza in terra polacca e condividere assieme alla cittadinanza barese le emozioni vissute.
Affinché questo sia solo l’inizio. 

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