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Onofrio Schino

La situazione in Puglia, al di là dei pregiudizi e della disinformazione

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Un fenomeno in costante sviluppo e continua evoluzione, che non conosce differenze di cultura, sesso, razza e religione, e che accomuna tutti i 5 continenti.
Si è parlato  di immigrazione a Bari (ed in tutta Italia, in contemporanea), nell’Auditorium Vallisa, per presentare il sedicesimo dossier statistico relativo all’anno 2006, elaborato dalla CARITAS italiana dal titolo “Al di là dell’alternanza”, titolo significativo e di effetto, per spiegare che quando si parla di questo tema non fa alcuna differenza nemmeno essere presidenti del Consiglio o leader dell’opposizione.

“L’immigrazione per noi della CARITAS non è assolutamente un problema – ha dichiarato Don Raffaele Sarno, direttore della CARITAS pugliese – Bisogna affrontare la questione non in termini di diffidenza, ma cercando di realizzare politiche di accoglienza ed immigrazione”.

Il fenomeno migratorio non è una realtà solo italiana, ma come detto, riguarda la totalità della popolazione mondiale, soprattutto alla luce della globalizzazione che tende ad abbattere tutte le barriere esistenti.

Il dossier si pone come latore di una sensibilità più attenta al tema rispetto al passato e come strumento propedeutico per chi vuole rapportarsi al fenomeno in modo più analitico e professionale, anche in vista del ruolo che l’Italia, e di conseguenza la CARITAS, ricoprono in questo senso, se si considera che l’Italia è il secondo paese al mondo dopo gli USA per incremento del flusso migratorio, ed il numero di immigrati regolari in Italia ha quasi raggiunto quello degli emigranti italiani del mondo.

Nel nostro paese, infatti, la percentuale degli immigrati sulla popolazione totale è pari al 5,2 %, e la considerazione più importante consiste nel fatto che l’immigrazione diventerà l’unico fattore di crescita demografica che sia in grado di porre rimedio alla prevalenza dei decessi sulle nascite.

La situazione pugliese è forse ancora un po’ arretrata rispetto ad altre, ma se si tiene in considerazione che la nostra regione, in quanto terra di frontiera, è maggiormente esposta al flusso migratorio, (basta pensare agli epici attracchi sulle nostre coste da parte dei profughi albanesi nel ’91 e nel  ’97),  si sta cercando in vari modi di intervenire elaborando una legge specifica sull’immigrazione o dando vita ad un centro interculturale che possa offrire accoglienza per i rifugiati.
Anche l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari, Pasquale Martino ha sottolineato l’impegno della Puglia, pur non trascurando zone d’ombra: “Il lavoro nero e le condizioni di quasi schiavitù verificatesi nell’ultimo periodo ci impongono una riflessione, dobbiamo operare attuando una forte sinergia tra le istituzioni e il mondo associazionistico, ed augurandoci che anche il governo centrale attui dei provvedimenti specifici, magari modificando la legge Bossi – Fini”.

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