Scaffale Laterza: Un’Etica senza Dio

Fortunata Dell'Orzo

Un libro di Filosofia fruibile da chiunque sia ancora abituato a farsi delle domande

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Eugenio Lecaldano, Un’etica senza Dio, Editori Laterza, Bari – 2006, pp. 109, euro 12.00.

Nell’affollato panorama editoriale dedicato ai grandi temi della Filosofia (e dunque al ragionamento degli esseri umani su se stessi e sul mondo da essi pensato), questo tractatus di Lecaldano colma una lacuna importante: nel merito della discussione e nel metodo per condurla proficuamente avanti.

In un momento storico cruciale per le sorti dell’intero pianeta che, globalmente, pare volersi assolutamente dividere, individuare ed identificare in base a caratteri culturali per cui la religione, o comunque l’approccio religioso ai fatti della vita, sia la discriminante principale o la variabile indipendente, questo testo sembra davvero cogliere il punctum dolens da cui si irradia una sofferenza di specie, una sorta di domanda generalizzata di chiarezza e semplicità circa il tema del dover essere e del bene.

In altre parole: è tornato il momento per l’uomo di rivendicare il suo diritto ad avere un’etica che scaturisca esclusivamente dallo spazio della sua libertà.

Premettendo opportunamente che il suo è un libro di filosofia (il che equivale a dire che non è un trattato di politica, di teologia, di sociologia), l’Autore ad un tempo ne restringe gli ambiti e ne dilata immensamente gli orizzonti.

Procedendo secondo la scansione tipica di un trattato filosofico, l’Autore  prima dimostra che non è plausibile fondare un’etica su un Ente (Dio) di cui non è in alcun modo possibile dimostrare l’esistenza e successivamente argomenta come l’Etica debba necessariamente prescindere dalla divinità per godere di un’operatività e di una cogenza erga omnes e, quindi, avere un ruolo di regolazione dei complessi rappori sociali e storici esistenti.

La seconda parte del testo è una preziosa antologia di grandi autori occidentali degli ultimi tre secolì, da David Hume a Sigmund Freud, che hanno trattato il tema del rapporto fra etica e fede, o fra etica e religione.

Una bibliografia ragionata chiude questo prezioso volumetto che, ripetiamo, pur nel rigore scientifico dello stile non si presenta affatto ostico e riservato solo agli addetti ai lavori ma può essere agevolmente consultato anche da chi si interroghi su come uscire dalla trappola dello scontro di civiltà e dell’asfittica divisione degli umani fra diversi credi religiosi.

Lecaldano, come spesso accade nei grandi momenti assiali della cultura, riporta all’attenzione un tema che oggi è vitale affrontare e cercare di svolgere al meglio: potremmo definirlo il ritorno della laicità nel pensiero e nell’elaborazione politica per costruire un modello di mondo che davvero vada bene per tutti e che unisca gli umani nela loro essenza piuttosto che dividerli nelle loro apparenze.

E che la filosofia oggi sia l’unica “arma” di cui disponiamo per compiere questa impresa difficile e spinosa, è, allo stesso tempo, esaltante e preoccupante.

Esaltante perchè alla fine tutto torna a noi (homo faber fortunae suae); proccupante perchè mai come in questo momento l’umanità è apparsa povera, sperduta, disperata e mortificata dalla sua stessa sete di onnipotenza.

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