Vita da trio

Aldo Giovanni e Giacomo “conversano” dopo la prima
Tornano le “Conversazioni dopo la Prima”, promosse dall’Assessorato comunale alle Culture, la Facoltà di Lettere e Filosofia e il Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con la Libreria Laterza. Quest’anno si è deciso di ampliare l’itinerario degli incontri, che farà tappa in diversi luoghi della città, toccando naturalmente anche la struttura universitaria e la storica libreria. A detta dell’amministrazione comunale si tratta di un modo per iniziare una concreta integrazione e riqualificazione socio-culturale delle periferie e per approfondire il programma della Stagione di prosa del teatro Piccinni, “Della Città il Sentimento”.
Il primo appuntamento si è tenuto presso la Fondazione Giovanni Paolo II al quartiere S. Paolo, alla presenza dell’assessore alle Culture Nicola Laforgia, il sindaco di Bari Michele Emiliano e il presidente della II circoscrizione Franco Ferrante. I protagonisti di questa prima puntata sono stati Aldo, Giovanni e Giacomo, che hanno inaugurato la stagione. I tre, intervistati dai giornalisti Pasquale Bellini, Antonio Di Giacomo e Nicola Viesti e dal pubblico presente, ci hanno offerto un simpatico e coinvolgente siparietto in cui si sono raccontati nella loro impresa d’arte e d’amicizia. È proprio una solida e profonda amicizia la malta del trio, che pur litigando spesso, non giunge mai a eccessi irreparabili.
Nonostante le difficoltà degli inizi e una pluridecennale carriera, sono sempre riusciti a non dividersi, come loro stessi hanno dichiarato “nel corso del tempo tendiamo a espanderci continuamente” (vedi la Massironi o la Fallisi). Così scopriamo la genesi del gruppo: Giovanni e Aldo si sono conosciuti in un oratorio di Milano, poi si sono iscritti a una scuola di mimi su consiglio del loro amico Bebo Storti… i primi anni sono stati duri e, sul punto di mollare hanno incrociato Giacomo. Dopo una lunga gavetta fatta di piccoli locali di provincia, discoteche dal pubblico non sempre pacifico, mille personaggi e la difficoltà di riuscire a far ridere sono stati notati prima da Paolo Rossi, poi sono approdati al famoso Zelig e infine hanno ricevuto il battesimo della Tv con la Gialappa’s. L’incontro e il sodalizio con Arturo Brachetti è stata un’altra tappa fondamentale: il suo estro e la sua professionalità hanno contribuito fortemente alla riuscita di tutti il loro spettacoli teatrali, da “I corti” in poi.
Si passa a parlare dell’ultimo spettacolo e della scelta del tema delle periferie: “Tutti noi proveniamo dalle periferie (Giovanni è nato a Milano, Giacomo in provincia, mentre Aldo è palermitano), perciò abbiamo deciso di raccontare queste realtà, vissute direttamente e che forse conosciamo meglio di altre, perché in fondo in ogni suo lavoro l’artista attinge alle sue esperienze di vita quotidiana, condendole con la sua fantasia”.
Lo spettacolo teatrale è stato montato e girerà a mo’ di film per le sale cinematografiche italiane: “È un modo per farlo arrivare anche al pubblico che non ci ha potuto vedere a teatro. Per il momento abbiamo scartato la Tv, in quanto ci sembra più lontana dall’atmosfera teatrale”. E proprio a proposito del canale di comunicazione preferito, il trio afferma che non ne esiste uno privilegiato, perché l’importante è avere qualcosa da raccontare. “Noi veniamo dal teatro-cabaret e forse ci sentiamo più a nostro agio, la tv arriva a una platea molto vasta e ti dona molta notorietà, il cinema ha tempi di gestazione più lunghi e tutto è frutto di una lunga riflessione”.
Dall’incontro emergono delle personalità spumeggianti e scoppiettanti, dotate di una preziosa semplicità che non li ha mai abbandonati, nonostante il successo. Sembra quasi che si chiedano ancora increduli “Ma è tutto vero? Riusciamo a vivere del nostro lavoro di attori”. Insomma un sogno diventato realtà, ma con i piedi ben saldati alla terra, non dimenticando mai le proprie radici e origini.
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