Cesena Bari 1 – 0

Christian Montanaro

Una doccia fredda per un Bari meritevole di pareggio

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Il Bari va a Cesena, consapevole dei propri mezzi, dopo i recenti esaltanti risultati, ma consapevole dell’insidioso ostacolo che c’è sulla sua strada.
Rolando Maran ha predicato prudenza in settimana, consigliando di non fissarsi sulla classifica, ma dopo il mezzo passo falso del Napoli ieri sera, un pensierino ad agguantare il Genoa è legittimo farlo, non foss’altro per la dura trasferta a Brescia che attende gli attuali detentori del campionato cadetto.
Maran si riaffida agli stessi protagonisti della vittoria di sette giorni fa, eccezion fatta per Fusani preferito a Tabbiani. Ancora panchina dunque per capitan Bellavista e Ganci. Spazio invece a Vantaggiato in attacco e Carrus sulla linea mediana.
Di contro il Cesena di Castori punta sulla velocità per impensierire la retroguardia biancorossa e sfodera un trio d’attacco brioso composto dall’ex veronese Papa Waigo, Virdis e Piccoli, vittoriosi questi ultimi nel ballottaggio rispettivamente con l’ex leccese Pellè e l’ex atalantino Lazzari.
Il Cesena è imbattuto ed è sempre andato a segno in questo campionato, ma il Bari viene da un ottimo momento di forma.
Maran però per ora nella sua carriera non ha ancora mai avuto la meglio su Castori.

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Primo tempo noioso e privo di occasioni da goal, con le squadre impegnate soprattutto a studiarsi e a non prenderle.
Un po’ meglio la formazione di casa nella fase di costruzione del gioco, con Salvetti e Papa Waigo in evidenza.
Nessun grattacapo però per Jean Francois Gillet in un Bari, il cui momento più emozionante nei primi 45’ minuti è stata la sostituzione dell’infortunato Gervasoni con Esposito.

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Bari che inizia con un altro piglio la ripresa. Tre tiri in cinque minuti, e vicina al goal con Vantaggiato su calcio di punizione. Vantaggiato che si fa scioccamente ammonire nell’azione immediatamente seguente per una manata al volto di Sabato.
E allora Castori passa al contrattacco, vedendo i suoi in difficoltà. Fuori Virdis, autore di una prova volenterosa, ma opaca, e dentro Pellè per dare più incisività all’attacco.
Ma la sostanza non cambia. E’ sempre il Bari a fare la partita e con Vantaggiato di testa esalta ancora una volta le doti acrobatiche di Turci.
Qualche minuto dopo l’impensabile. Nella fretta di sbloccare il risultato il Bari si sbilancia, Esposito segue il suo diretto avversario che indietreggia a centrocampo e lascia sguarnita la difesa. Ne approfitta il Cesena con Pestrin che in superiorità numerica, supportato a sinistra da Pellè e a destra da Papa Waigo ha tutta la libertà di servire quest’ultimo che è bravo nel liberarsi dal suo marcatore e a beffare Gillet con un tiro a mezzaaltezza di estrema precisione.
Maran prova allora a correre ai ripari e fa entrare prima Ganci e qualche minuto dopo Tabbiani in luogo di Fusani e Carrus, ma l’occasionissima capita sulla testa di Santoruvo su uno splendido cross dal fondo di Milani, che manca di pochissimo il bersaglio.
Castori annusa il profumo della vittoria e ridisegna la sua formazione attorno ad un ermetico 4-5-1, con Pellè unica punta, allo scopo evidente di difendere il risultato.
I fatti gli danno ragione, col Cesena che non rischia più nulla, nonostante rimanga in extremis in dieci uomini per l’espulsione di Pellè.
Autentico colpo freddo per il Bari che forse avrebbe meritato il pareggio e che ha pagato cara l’unica disattenzione difensiva dell’incontro, costata la fine dell’imbattibilità della porta di Jean Francois Gillet.
Passo in avanti del Cesena invece che appaia il Napoli a dodici punti, scavalcando proprio il Bari in classifica, con una partita ancora da recuperare.

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