Creativi e Precari di Puglia unitevi

Un reportage che arriva dal cuore stesso del mercato del lavoro (o del precariato)
C’è Simona che ha fondato un’associazione interculturale nella rinata Terlizzi, c’è Mino che da Altamura linka i suoi progetti di mobilità internazionale con il resto d’ Europa e c’è Dario che ha creato una casa di produzione cinematografica e una community di successo. E’ questa l’stantanea di alcuni giovani pugliesi che hanno risposto alla chiamata della Regione Puglia lanciata qualche mese fa, dalle pagine del sito cosabolleinpentola.net.. Un invito a raccontare le esperienze personali, progetti, servizi e iniziative di politiche giovanili realizzati nella nostra terra.
Nel sociale, nella cultura, nell’ ITC: eccoli quà i pugliesi del nuovo millennio. E poi , fuori dalla “pentola”, ci sono quelli del GAP, del Settembre della creatività Giovanile o Bari o le band musicali di Spazio Giovani a Foggia o gli appassionati del Salento Film Festival. E poi ? E poi ci sono quelli che , a settembre, hanno atteso ore per consegnare la domanda per il posto fisso in Aquedotto ? Tutti fontanieri ? tutti….. ? Poco importa, ciò che conta è dare una taglio alla precarietà. Parola quotidiana ormai per chi percorre in via Crucis gli itinerari delle agenzie o si altalena tra un telemarketing e un inbound.
Precarietà. E si deve davvero essere creativi per cavalcarla, per non scoraggiarsi, per trovare mille soluzioni e mille escamotage per rinfrescare sempre il cv. Esercizio alla creatività. Lo reclamano anche le imprese ormai, se è vero che da una recente indagine condotto tra le agenzie di selezione questo sembra essere il requisito maggiormente in ascesa, l’atout per le future classi dirigenti. Ed ecco allora che il mondo aziendale pugliese si apre al modello pragmatico elementare del prof De Giacomo che forse un giorno ci permetterà di valutare il livello di creatività delle nostra imprenditoria, uguale livello di innovazione e quindi di permanenza sul mercato. Sono questi alcuni degli spunti di riflessione emersi in una recente conferma promossa da Confindustria e dall’ Officina della Creatività.
E se è bello sapere che a Bari è sorto questo Atelier (?) è anche lecito chiedersi quali progetti andrà a sfornare . Nell’attesa trepidante che accompagna ogni novità, continuiamo a seguire chi i colloqui li fa nella sagrestia di una chiesa a Molfetta (per un’ azienda della GDO), per sentirsi offrire 500 euro al mese, all inclusive, festivi compresi. Creativi di Puglia vi diamo ascolto…
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