Bari: centri interculturali a convegno

È il nono incontro nazionale diquesta specialissima categoria di associazioni
Costruire l’integrazione: l’affluenza sempre maggiore di immigrati, le trasformazioni sociali che ne derivano, impongono la richiesta specifica di luoghi e strutture specifiche e specializzate. Spazi e bisogni rappresentati, ormai in tutta la penisola, dai centri interculturali, riunitisi nella nona edizione del convegno nazionale, che si tiene a Bari dal 12 al 14 ottobre. “Pluralismo culturale e diritti di cittadinanza”: questo il tema scelto per il 2006.
All’inaugurazione, nel Teatro Piccinni, oltre le istituzioni locali, era presente anche Letizia De Torre, sottosegretaria al ministero della Pubblica istruzione. Si tratta del primo incontro dei centri interculturali nel Mezzogiorno: una novità assoluta, nata e pensata lo scorso anno, dopo la costituzione del primo centro a Bari, ad opera dell’associazione Abusuan. “Ci sembrava giusto, dopo dieci anni di storia, venire qui al Sud”, afferma Lorenzo Luatti, uno dei coordinatori del convegno. “Anche perché – continua – si doveva supportare il centro di Abusuan che è stato fondato da poco”.
Bari, città meridionale, è anche un centro differente da quelli settentrionali, dove le tematiche legate all’immigrazione assumono altri connotati. “Da voi”, dice Luatti, “c’è indubbiamente un’immigrazione di passaggio. Bari spesso rappresenta un punto di transito verso il nord. Questo, però, non significa che fra qualche anno gli immigrati decidano di restare”.
Un modo quindi, per aiutare la crescita dei centri appena avviati, quindi, e un impegno concreto per supportare un territorio in fermento.
Nei suoi dieci anni di storia, l’appuntamento ha attraversato diverse fasi e una sicura evoluzione: “I primi anni”, conclude Luatti, “sono stati accompagnati da momenti di riflessione tra pochi intimi, a seconda delle varie tipologie di problematiche raccolte sul territorio, dai primi contatti con i paesi d’arrivo ai rapporti intergenerazionali”. Poi, l’apertura e il confronto con la cittadinanza.
“Dal congresso di Torino di tre anni fa, appunto, c’è stata un tale incremento di consensi, che quasi si cerca una situazione più raccolta tra i collaboratori”.
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