Festival Mediterre: tocca a Caparezza

Danilo Calabrese

Suona i brani del suo ultimo album Habemus Capa

1 commenta

Al via Mediterre, Fiera dei parchi del Mediterraneo, non solo spazio di discussione sulla conservazione della natura e lo sviluppo locale sostenibile, ma anche contenitore di grandi eventi musicali. Ad inaugurare la manifestazione barese Caparezza e Macaco. Abbiamo incontrato per l’occasione l’artista molfettese nel back stage. Puntuale per il sound check, Michele Salvemini (questo il suo nome di battesimo) arriva con bagaglio a mano, indossando occhialini rossi, con cui nasconde quasi un’aria introversa, che si dissolve come per miracolo durante le sue esplosive esibizioni. Va molto di fretta, dati i tempi strettissimi per le prove, ma si ferma con piacere a parlare con noi. 

Ciao Michele. Come sta andando il tuo ultimo lavoro discografico?

Sono molto contento. Sta andando bene, assolutamente in crescendo, nonostante il video non sia passato molto in tv e i brani nelle radio. E’ stata dura, ma alla fine sono molto soddisfatto.

Cosa è accaduto rispetto al precedente lavoro? Perché questa mancanza di interesse?

I network hanno detto che il video era un po’ violento e le radio si comportano di conseguenza, gli vanno dietro. Per me, comunque, questo è un fattore secondario. E’ un disco in cui credo molto e mi va bene così.

Come nasce il titolo Habemus Capa? E’ stata una provocazione o semplicemente un titolo ironico? 

E’ solo un modo per giocare un po’. La prima volta che l’ho pronunciato qualcuno ha riso. E così è andata tutte le volte che dicevo che il mio disco si sarebbe chiamato così. All’inizio ridevano, poi si insospettivano, poi tornavano di nuovo a ridere. Tutto è nato in questo modo.

Come è cambiata la tua vita con l’arrivo del successo?

Ormai la mia vita è questa. Vivo appieno la consapevolezza di poter continuare a fare quello che mi piace. Perdi la tranquillità di girare per strada perché ti riconoscono, ma è un prezzo minimo da dover pagare rispetto alla fortuna di fare il proprio mestiere.

Che giudizio daresti alla tua evoluzione musicale, da Caparezza?! (2000) ad Habemus Capa (2006)?

Ho trascorso tante fasi. Da quella della rinascita da un punto di vista musicale, a quella della mia rivincita con Verità Supposte (2003) e del mio successo personale. Nella terza fase ho estremizzato il personaggio. Oggi non sono più niente, né rap, né rock, né altro. Sono solo me stesso.

Stasera come pensi che andrà?

Benissimo. Ho pensato: “Aprirò io il concerto”, perché si esibiscono i Macaco. Infatti, andrà così. Loro sono molto bravi e famosi. Hanno lavorato anche per un film di Gabriele Salvatores. Mi ha stupito il fatto che li conoscano poco.

I tuoi prossimi impegni?

Trascorrerò un mese di rinverdimento. Ho bisogno di un po’ di riposo. Sono in giro da aprile per il nuovo album ed è tutto più difficile quando non vieni supportato dai mezzi di comunicazione. Ma tornerò a suonare dal vivo questo inverno. Tutti devono ascoltare Habemus Capa, perché è un disco importante e sarò veemente nel presentarlo.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!