Una voce da Sud

L’esperienza come corista di Dionne Warwick e le stecche mascherate grazie all’abilità. Come sopravvive nel mondo della musica una ragazza di grande talento che ha una propria idea di cosa sia una “pr
Un’altra Voce dal Sottobosco esplorato da Alessandra Colucci. Una voce femminile, questa volta. Una voce che, come tante altre, parla di noi e di quello che siamo capaci di fare, di essere e di diventare. Fra mille dificoltà, incomprensioni, rinunce e battaglie. Ma con infinita passione e indistruttibile amore.
Ho voluto realizzare questa intervista con tutte le mie forze. Perché, se Daniela Desideri, cantante quasi 28enne, si definisce “testarda”, io lo sono molto di più. “Voci dal sottobosco” non poteva fare a meno della sua di voce e così io, che non mi arrendo mai, l’ho inseguita per circa quattro mesi. Alla fine sono riuscita a beccarla e a scoprire che dietro l’immagine ricciuta di una giovane talentuosa, che adora cantare, ma mai quando si trucca, c’è una ragazza modesta, che non molla. Nonostante faccia musica a Bari.
Come succede che una bambina lasci da parte le bambole per dedicarsi allo studio del canto?
Io non lo so assolutamente, visto che da piccola giocavo solo e sempre con le macchinine, i pattini, i tricicli e le bici. Ma non ho mai avuto il Lego e credo che prima o poi me lo comprerò!
Fai molti sacrifici nel nome della tua carriera?
Tutti quelli che servono nel limite del mio possibile e della decenza e della mia dignità.
Pensi mai che sarebbe meglio sposarti e avere dei bambini, magari nei momenti di sconforto?
Assolutamente no. Nei momenti di sconforto penso sempre che sarebbe stato meglio fare la ragioniera, la segretaria. Ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi sostiene e mi ricorda quanto è bello fare un lavoro che ti piace e quanti sacrifici ho già fatto. Sposarmi e avere dei figli per ora sono due cose estremamente impegnative e dispendiose. E tutto quello che al momento mi circonda non è stimolante per desiderare una cosa del genere. Arriveranno momenti migliori!
E in quelli di grande euforia professionale cosa pensi?
Mi ricarico di energia positiva per essere preparata al prossimo momento di sconforto… Scherzo, mi sento “vulcanica”, piena di idee e voglia di fare tante cose.
Quanto conta la bellezza nel tuo lavoro?
Non l’ho ancora capito. Viviamo nella società “dell’apparente impatto visivo”. Io rimango ad ascoltare una bella voce, ma se c’è solo la bellezza cambio canale. Probabilmente è anche vero che Mariah Carey è diventata Mariah Carey non solo perché canta divinamente, ma perché ha un aspetto e un’immagine che trasmettono molte cose.
Mai avuto “proposte indecenti”?
A volte sì. In maniera diretta e poco diretta. Ma per me una proposta indecente sarebbe anche cantare con Gianni Rutigliano. Lo conosci, vero?
Confesso di no. La collaborazione che ricordi con maggiore piacere?
Tante. Con Mauro Simone, Fabio Lepore, Tormento (ex Sottotono), Dionne Warwick, Mario Rosini, Gianni Ciardo, Uccio De Santis…
Il record di stecche durate un concerto?
Comprese anche quelle che riesco a mascherare? A chi non capita? Non le ho mai contate. I primi tempi indubbiamente molte. Ovviamente capita di non poter avere un buon controllo quando non hai una situazione audio che ti permette di ascoltare tutto alla perfezione. si sa anche che l’emozione fa brutti scherzi. Col tempo e l’esperienza impari tante cose. A controllare meglio tutto e riesci anche ad andare a sensazioni.
E’ difficile fare musica a Bari?
E’ difficile fare musica!
Con chi vorresti duettare?
Con Manuel Frattini.
Nel tuo gruppo a cappella, i Mezzotono, siete in cinque, di cui due donne. Rivalità?
So bene che nel mondo dello spettacolo esistono queste cose: rivalità, competizione, invidia. Ma in un progetto come quello dei Mezzotono è necessaria l’armonia, la complicità, la collaborazione e tante altre cose. Discussioni e divergenze è normale che ci siano. Io e Patty abbiamo due voci molto diverse ed entrambe siamo aperte alla crescita e allo scambio. Credo di poter parlare anche per lei: facciamo tutto per la buona riuscita dello spettacolo e ognuno di noi ha la sua storia. Cerchiamo sempre di essere costruttivi e produttivi.
La canzone che canti mentre ti trucchi?
Come si fa a cantare mentre ci si trucca? E’ impossibile. E’ un lavoro di precisione. Un movimento falso ed è un disastro. Tutto da rifare.
Facciamo un gioco cattivo, meglio Giorgia o Elisa?
Proprio cattivo… Sono diversissime nella discografia, nel modo di cantare, nello stile. Adoro entrambe. Giorgia l’ho conosciuta ed è simpaticissima. Elisa non so..
Dionne Warwick o Whitney Houston?
Come sopra… Dionne Warwick è una diva, un pezzo di storia del pop americano con cui ho avuto l’onore di cantare, unitamente a Fabio Lepore, nel suo concerto a Martina Franca con l’Orchestra della Valle d’Itria. Di Whitney Houston adoro la vocalità e i suoi colori caldi.
Gianni Ciardo o Uccio De Santis?
Questa è facile…
(ma non risponde, nda)
Paola Arnesano o Daniela Desideri?
Paola Arnesano è la mia insegnante. E’ un confronto impossibile. O è una provocazione?
Siccome sono in vena di confessioni, ammetto la provocazione. Sanremo: gioie o dolori?
Gioie e dolori. Il tutto molto costruttivo
Sei vanitosa?
No!
Quante bugie hai detto in questa intervista?
Ma quante domande mi fai? La tua intervista è stata bella e cattiva e ti ringrazio moltissimo Ale.
E alla sottoscritta resta l’atroce dubbio che questa sia l’unica bugia dell’intervista…
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito