Japigia accoglie il PIRP

Danilo Calabrese

Pubblico e privato interverranno per riqualificare la zona 167 e costurire ulteriori alloggi pubblici

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Il PIRP, piano integrato di riqualificazione delle periferie, è stato discusso in questi giorni nel quartiere Japigia in occasione dell’incontro tra gli assessorati del Comune di Bari interessati e la cittadinanza. E’ un piano che mira alla integrazione e riqualificazione, appunto, di aree rionali già esistenti, che necessitano di interventi di ristrutturazione, e alla creazione di nuovi alloggi pubblici. Il provvedimento, approvato dalla giunta regionale il 19 giugno scorso, prevede un bando di concorso, i cui termini scadranno il 3 gennaio 2007. Per i comuni con oltre 50.000 abitanti è prevista l’assegnazione di 4 milioni euro, se vincitori del bando. Alle località più piccole ne spetterebbero di meno, a seconda della grandezza del centro.

Il presidente della V circoscrizione Japigia di Bari, prof. Pasquale Leccese, che ci ha illustrato le modalità e le zone di intervento del piano, appare soddisfatto. “Si prevede ci sia l’assegnazione per il Comune di Bari, in quanto c’è una riserva per il capoluogo, anche se è possibile che il progetto non venga approvato”. Certo l’iter è lungo, soprattutto perchè impone un passaggio fondamentale, la partecipazione della popolazione al PIRP, come richiesto dalla legge. Non solo. “I comuni – continua il prof. Leccese – hanno l’obbligo di coinvolgere i privati. Sono previsti dalla normativa interventi paralleli di enti pubblici e realtà private”.

Tra i diversi soggetti partecipanti si farà un accordo per la riqualificazione edilizia. “I privati coinvolti – ci spiega il presidente Leccese – hanno tutto l’interesse a realizzare edilizia pubblica, in cambio della possibilità di costruire su suolo pubblico edilizia privata”. E così nasce la sinergia che dovrebbe apportare miglioramenti al quartiere, o meglio, alla zona 167, una fetta di territorio vastissima, che va da Via Peucetia sino a via La Pira, comprendendo il comparto di case popolari B2.

Però, qualche piccolo rammarico per i progetti, anche se tuttora in fase di discussione aperta, c’è. “Il progetto – continua Pasquale Leccese – dovrebbe, però, affrontare l’opportunità di un riequilibrio urbanistico, una vera piaga del quartiere Japigia. Per la costruzione della 167 non veniva contemplato il mix tra pubblico e privato, anzi le due realtà venivano rigidamente separate. L’autostrada di Via Caldarola doveva proprio distaccare le due aree”. Insomma, allo stato dei fatti, tutto rimarrebbe esattamente come è.

“Io dico sempre – conclude Leccese – che Japigia è una serie di isole, non ancora diventata arcipelago. Gli interventi rispetto al PIRP dovrebbero tener conto di questo elemento”.   

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