Vertenza Rinascente, i lavoratori non ci stanno: lunedì convocata l’assemblea

Antonio Scotti

Ancora nessuna novità dall’incontro di oggi con i vertici aziendali. Zimmari (Uil Tucs):”Siamo pronti a scrivere al ministro del Lavoro”

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Continua la vertenza dei lavoratori de “La Rinascente” contro i vertici aziendali di uno dei gruppi più prestigiosi nel campo della vendita di abbigliamento e accessori.
Dall’incontro di stamattina tra la direzione generale di Bari e i rappresentanti dei lavoratori non sono emerse novità e la posizione tra i due soggetti sembra irrigidirsi: “I responsabili aziendali hanno chiesto a noi del sindacato di cooperare al fine di trovare soluzioni alternative per riallocare i dipendenti – spiega Giuseppe Zimmari, rappresentante della Uil Tucs- ma noi rimaniamo fermi nella posizione che chiunque decida di operare in Italia senza rispettare la legislazione regolante questo tipo di transizioni, si sbaglia di grosso”.


Il perché è presto detto. “Le normative vigenti nel nostro paese– continua Zimmari- prevedono che nel momento in cui viene venduto un immobile e una licenza occorre dare continuità lavorativa ai dipendenti della precedente azienda, e non disfrarsene come se mai nulla fosse accaduto e trattando i lavoratori come persone senza diritti ”.


Il piano di sviluppo nazionale del gruppo Rinascente aveva previsto per Bari una riallocazione della sede, ma non la dismissione dell’attività commerciale. La mancanza di uno spazio idoneo a far proseguire la vendita dei prodotti secondo standard stabiliti dall’azienda impedirebbero la prosecuzione dell’attività di vendita. A rischiare il proprio posto di lavoro sono circa trenta persone.


Il clima comincia ad arroventarsi e già lunedì prossimo i lavoratori de “la Rinascente” si riuniranno in un assemblea all’interno della quale si decideranno le forme di protesta e la posizione da assumere nei prossimi incontri con i vertici dell’azienda. Conferamato lo sciopero nazionale per sabato 30 settembre. Non solo. “Se si continua su questa linea di non rispetto dei diritti dei lavoratori -conclude Zimmari- noi della Uil Tucs non escludiamo di scrivere al ministro del Lavoro Cesare Damiano per far presente quanto sta accadendo ad una grossa azienda nazionale che, con il suo comportamento, sembra voler danneggiare i diritti dei lavoratori ”.

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