Assunzioni Aqp, Cera (Udc): “Basta con i numeri a lotto. Discutiamo in Consiglio”

Ancora polemiche sulle procedure di selezione:”Inutilmente indiscriminante”
Continua la polemica sulle tanto agognate 201 assunzioni all’Acquedotto pugliese.
Dopo l’intervento del coordinatore regionale Fabiano Amati contro i criteri di preselezione decisi dall’ente, oggi interviene il capogruppo Udc in consiglio regionale Angelo Cera:
“Il centrosinistra continua a dare numeri al lotto sulle assunzioni all’acquedotto pugliese – dichiara – preferendo lettere e dichiarazioni di stampa ad una seria e responsabile discussione in Consiglio regionale”.
“Il presidente dei Ds Maniglio – aggiunge Cera – sceglie la patetica strada di proporre una commissione regionale d’indagine sulle assunzioni fatte in passato dall’AQP piuttosto che proporre trasparenza e criteri certi di selezione per quelle che si stanno per fare”.
Da giorni, il mondo della politica locale si sta pronuncinando in maniera critica sui criteri molto stringenti delle richieste di assunzione previsti dal bando di concorso. Voti di diploma e di laurea alti metterrebbero fuori gioco molte persone anche per mansioni dove non è necessarrio un alto grado di formazione, bensì di esperienza:
“Riteniamo inutilmente discriminante un tale peso attribuito alle votazioni di laurea – dichiara Cera- ma siamo convinti che in occasione di questo concorso vada tenuto nella giusta considerazione anche chi ha lavorato nell’ultimo anno in AQP mettendo al servizio dell’azienda il suo contributo e acquisendo anche competenze specifiche”.
Il riferimento è alle assunzioni che l’anno scorso furono ascritte al caso “raccomandopoli” e su cui quest’estate è partita una vertenza tra i lavoratori (possessori di un contratto a tempo determinato) e i vertici dell’Aqp. Questi, dopo lunge giornate di contestazione, hanno deciso che le unità sarebbero state “coinvolte in un iter selettivo fondato su principi di trasparenza ed equità nel rispetto delle regole, delle procedure interne, che atterverso giudizi tecnici conseguiti nell’arco del periodo lavorativo trascorso, determineranno le condizioni di un giustificato reimpiego”.
“In ogni caso – conclude il presidente del gruppo consiliare Udc – aumenta ogni giorno di più la sensazione che questa sinistra stia come sempre facendo demagogia inneggiando alla trasparenza e alla meritocrazia per nascondere la verità, ossia che la politica condizionerà eccome questo concorso”.
La proposta del partito è quella di convocare una seduta montematica sull’argomento cercando di giungere ad una presa di posizione comune tra le parti.
Intanto, per bocca del coordinatore regionale Fabiano Amati, la Margherita ha chiesto al governatore Nichi Vendola di sospendere le procedure di selezione. Dall’Aqp, invece, hanno fatto sapere che non c’è alcuna intenzione di sospendere proprio per l’urgenza di avviare importanti opere idriche nel più breve tempo possibile.
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