RdB e Sportello Immigrati: “Chiudiamo il Cpt”

Problemi principali l’accoglienza e la regolarizzazione del lavoro
Contemporaneamente all’arrivo della commissione, voluta dal Ministro degli Interni Amato, a Bari per controllare il funzionamento del Cpt di Palese, il coordinamento regionale delle Rappresentanze di Base e lo Sportello Immigrati-RdB Bari denunciano le condizioni dei migranti sotto il palazzo di città. La visita al centro di permanenza temporanea è stata rinviata alla prossima settimana, ma la conferenza sotto il comune s’è tenuta ugualmente.
“Ci limitiamo a dire – puntualizza Sabino De Razza, rappresentante delle RdB e consigliere comunale del Prc – che chiediamo la chiusura di questo centro, osservando le direttive di Regione, Provincia e Comune”. La questione Cpt, a sei mesi dall’apertura, dopo che l’Unione in campagna elettorale ha promesso nel suo programma il superamento, è ancora sotto i riflettori.
Ma non è l’unica preoccupazione del sindacato, che pone in evidenza come gli immigrati, una volta usciti dal Cpa (centro di prima accoglienza), non sappiano come muoversi. “Dormono in situazioni di fortuna – dice ancora De Razza – come è accaduto in Piazza Umberto qualche giorno fa, al Ferrhotel o nella sede di Rifondazione comunista. Non siamo a livelli di emergenza, ma sta arrivando il freddo”.
La Prefettura di Bari, intanto, sostiene di non dover intervenire in casi come questi, ma le Rdb non ci stanno. “Riteniamo che l’emergenza ospitalità – continua De Razza – verso gli immigrati rientri nei doveri della Prefettura, ma anche delle altre istituzioni. Qui vogliamo denunciare pure i ritardi dell’amministrazione comunale e chiedere a Comune, Provincia e Regione di mettere a disposizione un luogo, che sia solo di passaggio, in cui ospitare gli immigrati”. Non è una situazione da sottovalutare: per ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura di Bari possono passare 15 giorni, alle volte anche un mese. Inoltre, molti extracomunitari ritornano ciclicamente in città per il rinnovo delle pratiche.
“Senza pensare – afferma De Razza – che la presenza di un Cpa creerà sempre un flusso di immigrati che periodicamente arrivano. Noi ci stiamo facendo carico del problema, ma non si può affrontarlo solo nell’ambito del volontariato. Così rischiamo il tracollo”. Proprio come è accaduto per l’acquisto di biglietti ferroviari, pagati dai volontari del Ferrhotel e dello Sportello Immigrati e destinati ad alcune persone richiedenti asilo politico.
Parole dure che non risparmiano nemmeno il consigliere comunale del gruppo indipendente Libertà, Luigi Cipriani, polemico circa lo spostamento eventuale di un luogo di accoglienza come il Ferrhotel in Corso Italia per “l’invasione” di immigrati che ciò genererebbe. “Gridare allo scandalo – conclude De Razza – non ha senso. Al Ferrhotel su 40-45 ospiti solo una decina sono immigrati. Se poi Cipriani ha dei contrasti con i clochard italiani, è un problema suo”.
Ma la questione accoglienza va risolta alla fonte. “Bisogna abrogare la Bossi-Fini. I migranti – sostiene Walter Di Nunzio, membro dello Sportello Immigrati – finiscono nei Cpt non perché non lavorano, ma perché non hanno documenti. Uno dei problemi è la regolarizzazione del lavoro, soprattutto nelle campagne. Lì quasi tutti sono senza documenti”. E denunciare i datori di lavoro non è facile.
“Quando ciò accade – continua Di Nunzio – si rischia molto. Tempo fa hanno trovato i corpi di tre polacchi nelle campagne. Capite come vivono?“. In attesa di una concreta risoluzione della faccenda, Bachir Gareche, cantante algerino, scappato quindici anni fa dal suo paese perché perseguitato, dice la sua. “Per dare sostegno morale e un po’ di allegria a coloro che sono nel campo di Palese, ho chiesto di suonare e cantare per loro. Io so cosa vuol dire scappare dal proprio paese”.
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